Irak, assalto Usa a consolato Iran Proteste ufficiali di Teheran

All'alba un commando di marines americani ha fatto scattare un blitz nel consolato iraniano di Erbil, città curda nel Nord dell'Irak: arrestate cinque persone. Si intensificano le operazioni dopo che <a href="/a.pic1?ID=148120" target="_blank">Bush ha dettato</a> la nuova linea. In arrivo cinque brigate. Proteste ufficiali da parte dell'Iran per l'azione

Erbil - Un commando di soldati americani ha compiuto nella mezzanotte di ieri un blitz presso il consolato iraniano di Erbil, nel nord dell'Irak. Il gruppo di soldati, coadiuvato da alcuni elicotteri militari, è penetrato all'interno dei locali del consolato iraniano della città curda, arrestando cinque suoi impiegati e requisendo alcune suppellettili. Al momento non sono note le cause che hanno spinto i soldati americani a compiere questo blitz. I militari potrebbero avere avuto informazione della presenza di alcuni terroristi islamici all'interno degli uffici consolari iraniani.

L'azione Cinque impiegati del consolato iraniano a Erbil, nel Kurdistan iracheno, sono stati arrestati nel corso di un "attacco" dei soldati americani, ha detto oggi all'agenzia iraniana Fars una fonte ufficiale anonima. La fonte, che non ha precisato quando sia avvenuta l'operazione, ha detto che "nell'attacco degli occupanti americani al consolato iraniano a Erbil sono state rotte le porte e sono state arrestate le guardie". "Cinque impiegati del consolato sono stati arrestati dai soldati americani, che hanno sequestrato i loro averi e documenti", ha detto ancora la fonte.

Rice Gli Stati Uniti non resteranno "senza reagire" di fronte alle interferenze iraniane in Iraq: lo ha affermato il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, intervistata dalla rete televisiva Fox News. "Non resteremo inattivi mentre l'Iran conduce delle attività contrarie agli interessi americani in Iraq", ha dichiarato Rice dopo un'operazione militare che ha portato all'arresto di cinque funzionari del consolato iraniano di Ibril, nel Kurdistan iracheno; un'operazione peraltro annunciata da fonti curde e irachene ma non confermata ufficialmente dal Segretario.

Reazioni iraniane L'ambasciata iraniana a Baghdad ha inviato una protesta ufficiale al governo iracheno per l'irruzione compiuta oggi da soldati americani nel suo consolato ad Erbil. Lo ha reso noto l'agenzia ufficiale iraniana Irna. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Mohammad Ali Hosseini, commentando la nuova strategia per l'Iraq annunciata la notte scorsa dal presidente Usa George W. Bush, ha affermato che le sue accuse alla Repubblica islamica di interferire nel vicino Paese sono "solo pretesti per giustificare le sue politiche fallite in Iraq". L'invio di altre truppe statunitensi in Iraq, ha aggiunto, è "uno sgradevole regalo di Natale al popolo americano".

Contro Israele Nella lettera inviata al governo iracheno, aggiunge l'Irna, l'ambasciata iraniana a Baghdad ha chiesto il suo aiuto per ottenere la liberazione dei cinque impiegati del suo consolato di Erbil fatti prigionieri dagli Americani. Da parte sua, Hosseini ha detto che "un immediato ritiro delle truppe Usa dall'Iraq sarebbe il solo modo di risolvere i numerosi problemi di Washington in quel Paese". Per quanto riguarda l'annuncio fatto da Bush di un dispiegamento di missili anti-missile Patriot nella regione, il portavoce iraniano ha affermato che una tale mossa è volta solo ad "aumentare il sostegno statunitense al regime sionista", cioè Israele. "Noi e tutti i musulmani del mondo -ha detto Hosseini - condanniamo tale decisione".