Irak, diffuso un altro video choc che mostra due marine decapitati

Le scene raccapriccianti sarebbero la vendetta per la giovane irachena stuprata e uccisa con tre familiari. Continua la mattanza: altri 54 morti

da Bagdad

Due soldati americani torturati e i loro corpi massacrati e mostrati su un video diffuso da Al Qaida su un sito web estremista: l’ennesima tappa della guerra mediatica in Irak colpisce duramente gli Stati Uniti. Il video, che mostra la decapitazione e le teste calpestate dei due soldati americani rapiti lo scorso giugno, afferma che essi sono stati torturati e giustiziati per «vendicare» la giovane irachena stuprata e assassinata nei pressi di Mahmoudiyah, a sud di Bagdad, assieme a tre membri della sua famiglia.
Kristian Menchaca e Thomas Tucker erano stati rapiti in un checkpoint a sud di Bagdad il 16 giugno. I loro corpi erano stati ritrovati alla fine del mese, con segni di «barbare torture», avevano detto allora le autorità. Il video, secondo il Site Institute statunitense che lo ha esaminato, mostra «immagini estremamente crude» dei due cadaveri mutilati.
La diffusione del video è stata aspramente condannata dalle autorità americane: un comunicato insiste che i responsabili «devono essere consegnati alla giustizia», e che il video «dimostra la natura barbarica e brutale dei terroristi, la loro completa mancanza di rispetto per la vita umana».
Il video afferma che i due sono stati uccisi come vendetta per la vicenda di Mahmoudiyah, lo stupro e l’omicidio di una ragazza e di suoi tre familiari a opera di soldati americani. Lunedì l’esercito Usa ha rivelato i nomi dei cinque militari incriminati per questo episodio, più un sesto accusato di mancata consegna per non aver denunciato il fatto pur essendone a conoscenza.
Benché riportata con sobrietà, e soprattutto in linea con le direttive del Pentagono contrarie alla divulgazione di immagini e video che possano turbare la popolazione ed evidenziare gli aspetti più drammatici della guerra in Irak, la notizia è su tutti i siti internet e sulle prime pagine dei principali quotidiani americani. Le immagini non sono state diffuse, ma gli articoli non risparmiano i particolari della terribile sequenza.
In Irak non si arrestano intanto le violenze. Sono almeno 54 le persone uccise ieri in diverse località del Paese, tra cui 10 sciiti giustiziati nella zona meridionale di Bagdad, a maggioranza sunnita. Almeno un centinaio di persone sono morte nelle violenze di matrice confessionale scatenatesi a Bagdad da domenica scorsa.
Sul fronte politico, il principale gruppo parlamentare sunnita, il Fronte della concordia irachena, ha annunciato che riprenderà a partecipare ai lavori parlamentari dopo l’appello alla calma lanciato dal leader radicale sciita Muqtada al Sadr, mentre il Parlamento ha annunciato ieri la convocazione per domani dei ministri dell’Interno e della Difesa, per riferire sul fallimento del piano di sicurezza approntato dal governo iracheno per ridurre le violenze a Bagdad.