Irak, domenica di sangue: sessanta morti

Attacchi e attentati soprattutto a Bagdad e Mosul. Nella capitale attaccata la Zona verde con razzi e mortai. Vittime a catena anche in altre località

Bagdad - Una sessantina di persone sono rimaste uccise in Iraq in una domenica di violenze concentrate soprattutto a Baghdad e a Mossul, nell'estremo nord del paese. Nella capitale, dove i morti sono stati in totale più di 20, razzi Katiuscia e proiettili di mortaio sono stati sparati contro la Zona Verde, il quartiere blindato dove hanno sede ministeri e il comando americano. Secondo la polizia, almeno nove civili sono morti e diverse decine feriti. Nel quartiere meridionale di Zaafariniya altre sette civili sono stati uccisi e 16 feriti quando da tre auto in corsa sono partite raffiche di armi automatiche contro i passanti. Nel quartiere sciita di Shula, nel nord-est della città, altre sei persone hanno perso la vita quando un kamikaze si è fatto saltare in aria a un distributore.

Anche Mossul, situata a quasi 400 chilometri da Baghdad, è stata presa di mira dai miliziani. Un attentatore suicida alla guida di un camion-bomba si è fatto saltare in aria uccidendo 13 militari e ferendo altre 42 persone, tra cui alcuni civili. Un altro soldato iracheno è rimasto ucciso in un attacco kamikaze contro un posto di blocco. Vittime a catena anche il altre località dell'Iraq. Nella zona di Kirkuk, la 'capitale petrolifera' del nord dell'Iraq, una bomba collocata sul lato di una strada ha ucciso altri quattro militari iracheni.

Nella provincia di Diyala, un commando ha assassinato il colonnello Akram Awad al-Omairi, capo della Forza di reazione rapida di Balad Ruz, cittadina a nord est-di Baghdad. Nella stessa zona, nel corso di una operazione contro gli insorti, le forze Usa hanno reso noto di avere ucciso almeno 12 miliziani. A Baquba, città del cosiddetto triangolo sunnita, un ufficiale della polizia e due agenti sono stati uccisi da uomini armati.