Irak, il governo avvia trattative con gli insorti

Esclusa Al Qaida, contro la quale anzi l’offensiva è più dura

da Bagdad

Il governo iracheno ha avviato contatti con alcuni gruppi della guerriglia sunnita per combattere insieme l'organizzazione terroristica di Al Qaida. Secondo il governo di Bagdad sarebbero in corso trattative tra le parti, mentre un accordo di massima sarebbe stato già raggiunto per unire le forze e combattere gli uomini dell'organizzazione di Osama Bin Laden.
Yusuf al-Matlabi, responsabile dei rapporti internazionali del governo, ha spiegato che «le trattative in corso hanno l'obiettivo di individuare collaboratori che possano aiutare a cacciare Al Qaida dall'Irak. Per questo, abbiamo preso contatto con i gruppi armati più importanti». Le dichiarazioni di al-Matlabi seguono quelle rilasciate il giorno prima dal vicepresidente iracheno, il sunnita Tareq al-Hashimi, in cui si chiedeva di avviare un dialogo con i gruppi della guerriglia irachena - con l'esclusione di Al Qaida - per porre fine alle violenze. In cambio si offre una grazia generalizzata.
Le trattative vengono avviate in un clima generale che per Al Qaida in Irak sta diventando più difficile. Miliziani di alcune tribù hanno cominciato a reagire con le armi alle prepotenze dei qaidisti, quasi sempre stranieri e che pretendono di imporre con la forza le proprie regole anche nella vita quotidiana. Nei giorni scorsi la stampa irachena ha scritto che gruppi di insorti si sono uniti a uomini armati delle tribù della provincia di al-Anbar per combattere Al Qaida. Negli scontri avvenuti martedì a Falluja tra queste due fazioni sono stati uccisi 30 terroristi.
Ieri intanto il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon ha avuto, nel corso della sua visita a sorpresa a Bagdad, uno spiacevole assaggio della quotidianità nella capitale irachena. «Sono incoraggiato dalla forte leadership del premier Maliki, i cui sforzi per raggiungere la pace e la sicurezza e sviluppare il dialogo e la riconciliazione condurranno l'Irak sulle sponde della pace e della stabilità», ha dichiarato Ban, pochi istanti prima che il potente boato per l'esplosione di un colpo di mortaio nella superblindata Zona Verde lo spingesse a cercare riparo dietro al podio, durante la conferenza stampa con il capo del governo iracheno, lasciandolo visibilmente scosso.