Irak, Londra prepara il ritiro «Soldati a casa entro un anno»

Pronto il piano per evacuare 5.500 soldati I generali britannici suggeriscono a Brown di concentrare poi le forze in Afghanistan

da Londra

Un ritiro veloce dall’Irak nel giro di un anno per poi concentrare tutte le forze in Afghanistan. Sarebbe questo, secondo le indiscrezioni pubblicate ieri dal Sunday Telegraph, il piano strategico che il ministero della Difesa britannico si appresta a presentare al nuovo primo ministro inglese Gordon Brown. E a quanto pare il neo premier non esiterà a sottoscriverlo, anzi le sue ultime dichiarazioni a proposito del conflitto iracheno («bisogna ammettere che abbiamo fatto degli errori») non fanno che sostenere questa nuova tabella di marcia che prevede un ritiro entro il prossimo maggio.
Fino a questo momento il governo e le stesse forze armate avevano sempre garantito che il ritorno a casa dei soldati dall’Irak sarebbe stato dettato «dagli eventi e non dal calendario», ma l’assenza di progressi significativi e la necessità di mandare più uomini in Afghanistan dove il conseguimento di maggiori successi appare un traguardo più accessibile, sembra aver costretto il governo ad accelerare il programma di ritiro. Ovviamente la notizia di quest’inversione di tendenza non sarà gradita dalla Casa Bianca, fiduciosa nell’appoggio dell’alleato più stretto per tutto il tempo della loro permanenza nel paese. Ma il governo britannico sembra ormai essersi convinto che non è possibile combattere comtemporanemanete su due fronti così impegnativi. «La Gran Bretagna non è fisicamente in grado di sostenere due conflitti – ha spiegato ieri al Sunday Telegraph un ex ufficiale della Difesa – e adesso la questione va posta in questi termini: a quale delle due guerre dobbiamo rinunciare? Il governo ha deciso di rinunciare all’Irak. Esiste già un programma che prevede il ritiro unilaterale nei prossimi dodici mesi». La proposta tuttavia, non avrebbe ricevuto il pieno appoggio della Difesa. Sempre a sentire il Telegraph, alcuni dei generali più anziani ritengono che l’Irak sia strategicamente più importante per gli interessi britannici dell’Afghanistan. «Il governo è convinto che ottenere dei successi in Afghanistan sia molto più semplice e questo rende questa scelta più attraente – ha aggiunto la fonte della Difesa – e anche se molti, sia nelle forze armate inglesi che in quelle americane, ritengono che l’Irak sia strategicamente più importante, va riconosciuto che non esiste un sostegno popolare a questo conflitto. Personalmente penso che la storia dimostrerà che questa guerra è stata una scelta sbagliata».
Sembra possibile perfino un ritiro più rapido. In questi giorni, un ex ministro dell’esecutivo ristretto è già stato incaricato di effettuare una valutazione su come presentare all’opinione pubblica questa nuova decisione dopo che Brown avrà assunto l’incarico di primo ministro. «Gordon non farà niente di stupido e ascolterà i suggerimenti del comando militare – ha spiegato un ministro vicino al Cancelliere - ma adesso esiste una possibilità di progredire. Il nostro piano di ritiro potrebbe venire alterato».