In Irak non c’è soltanto il terrorismo

Ho appena finito di vedere sulla tv satellitare l’incontro di calcio fra Irak e Arabia Saudita che ha laureato gli iracheni campioni d’Asia. Se tutto il mondo amante del calcio si stringesse intorno a questo popolo fiero e meraviglioso che, nonostante gli orribili attacchi dei nemici della vita, riesce a superare la disperazione e a mantenere viva la speranza, si potrebbe dare un contributo molto importante al futuro di questa nascente e ancora fragile nazione. L’auspicio è che i media ci rappresentino anche quest’altro Irak, non solo quello delle stragi, per abituare l’opinione pubblica mondiale a considerare il Paese mediorientale sotto una luce diversa, quella, appunto di uno Stato che ha bisogno di credere di poter diventare infine normale. Spero si cerchi quindi di evidenziare questi elementi di normalità perché parlare solo di autobombe significa abbandonare sempre di più l’Irak nelle mani dei terroristi.