Irak, Putin: "Bush indichi la data del ritiro delle truppe"

Dopo che il presidente Usa si era detto favorevole a<strong><a href="/a.pic1?ID=205942" target="_blank"> un ritiro, seppur limitato</a></strong>, il capo di Stato russo cerca di stringere i tempi: &quot;Ma gli iracheni devono essere in grado di occuparsi della loro sicurezza&quot;.<strong> <a href="/a.pic1?ID=206107" target="_blank">Le frasi chiave di Bush</a></strong>

Mosca - Bisogna fissare una data per il ritiro delle truppe statunitensi dall'Irak. Parola di Vladimir Putin. "Perché finché non ci sarà una data concreta le Autorità irachene non saranno abbastanza motivate ad occuparsi della sicurezza del loro Paese", ha dichiarato il presidente russo ad un incontro con un gruppo di esperti internazionali, nella sua residenza di Soci. "Sono d’accordo con Bush - ha detto il capo del Cremlino - che ci si pò ritirare solo quando gli iracheni saranno in grado di garantire la sicurezza, ma proprio per questo bisogna indicare una data, un periodo di tempo massimo" prima del completo ritiro.

La divisione in tre è l'inizio del problema Per Putin l’ipotesi di una divisione dell’Irak in tre parti - curda, sunnita e shiita - sarebbe "l’inizio del problema e non la fine". Il capo di stato russo ha precisato di non avere mai pensato che "le operazioni militari in Irak avessero come obiettivo l’occupazione", indipendentemente dall’opposizione russa all’intervento. Ora, però, ha concluso Putin "bisogna puntare alla stabilizzazione e bisogna quindi indicare una data per il ritiro".

Putin potrebbe ricandidarsi nel 2012 Il presidente russo, parlando poi delle elezioni presidenziali, ha detto che ci sono almeno cinque persone che possono candidarsi per prendere il suo posto, e ha precisato che il neo primo ministro Viktor Zubkov potrebbe essere tra loro, se svolgerà bene il suo ruolo di premier. "Zubkov ha detto che non esclude di candidarsi alla presidenziali", ha detto Putin ripreso dalla tv russa, facendo riferimento a un commento fatto ieri dallo stesso Zubkov dopo la sua nomina. "Credo che si tratti di una risposta calma e ben ponderata. E’ difficile da dire ora. Deve ancora iniziare a lavorare, in un periodo molto complesso, e poi ci sono ancora le elezioni parlamentari. Poi vedremo", ha aggiunto Putin.
"Un anno, un anno e mezzo fa la gente diceva che il campo era vuoto e che non c’era nessuno tra cui scegliere, ora invece la stessa gente ha fatto i nomi di almeno cinque persone che possono in realisticamente essere elette a presidente della Russia nelle elezioni del prossimo marzo", ha aggiunto. Putin dovrà dare le dimissioni il prossimo anno dato che in base a quanto previsto dalla Costituzione, il presidente può restare in carica soltanto per due mandati consecutivi. Ma Putin potrà ricandidarsi nel 2012 dopo che il suo successore avrà ricoperto l’incarico di presidente per un mandato. La sua scelta caduta su Zubkov, un esperto di finanza che fino a poco fa era sempre rimasto nell’ombra, per rimpiazzare l’ex premier Mikhail Fradkov ha lasciato di stucco molti esperti che si attendevano una figura politica di maggiore spessore. Oggi nel suo discorso davanti al Parlamento, Zubkov ha detto che la sua attività politica proseguirà sul solco tracciato da Putin in questi anni. Priorità per il neo premier saranno mantenere l’inflazione su livelli contenuti ed evitare un’ampia fluttuazione del rublo ma anche far sì che la Russia tragga ulteriori benefici dalle sue ricchezze naturali. Sempre rispondendo alle domande dei parlamentari, Zubkov ha detto che la corruzione pervade la società russa e ha auspicato la creazione di una speciale task-force contro la corruzione.