Irak, strage con tre autobomba: 85 morti

Questa volta l’obiettivo del terrorismo in Irak è stato un quartiere sciita di Balad, città situata 50 chilometri a nord di Bagdad. E, secondo l’ultimo bilancio della polizia locale, sono almeno 85 le persone rimaste uccise nel triplice attentato eseguito con autobomba. I feriti, in gran parte ustionati e mutilati, sono 110. Si è trattato di un attacco ben coordinato, con lo scopo evidente di versare più sangue possibile. Non si sa se questa volta siano entrati in azione dei kamikaze - come era accaduto due giorni fa, quando a Tal Afar una ragazza si era fatta esplodere vicino a un gruppo di reclute - o se gli ordigni siano stati attivati a distanza.
Ci si trova di fronte all’ennesimo episodio del disegno terrorista che mira ad accreditare l’immagine di una guerra in corso tra le due principali gruppi religiosi - sciiti e sunniti - del Paese. Verso sera, un’autobomba è esplosa in un’arteria commerciale nel centro della città, dove si trova un mercato frequentato dagli sciiti. Qualche minuto dopo, un secondo scoppio, in cui sono rimasti coinvolti, secondo una tattica ormai ben sperimentata, anche i soccorritori. Infine, una decina di minuti dopo, una terza autobomba è esplosa in una zona limitrofa.
Sempre ieri sera, nella capitale, un’autobomba è esplosa al passaggio di una pattuglia dell’esercito iracheno in un quartiere a maggioranza sunnita. Ci sono stati scambi di colpi di armi da fuoco tra i militari e uomini armati: un passante è rimasto ucciso, mentre 14 civili e 2 militari sono stati feriti. Inoltre, 5 soldati americani sono morti ieri pomeriggio vicino a Ramadi, 110 km a ovest di Bagdad, nel famigerato «triangolo sunnita». Il veicolo su cui viaggiavano è saltato in aria passando su una mina.