Irak, ucciso il vescovo di Mosul rapito Il dolore di Ratzinger: "Disumana violenza"

Il vescovo ausiliario di Bagdad al Sir: "Abbiamo ritrovato morto nei dintorni di Mosul Faraj Rahho", rapito il 29 febbraio. Il corpo senza vita sepolto dai rapitori, per l'autopsia morto da cinque giorni. Il Papa esprime "profondo dolore" e chiede: "Un impegno per la pace"

Bagdad - "Monsignor Faraj Rahho è morto. Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mosul. I rapitori lo avevano sepolto". Lo ha reso noto il vescovo ausiliario di Bagdad, monsignor Shlemon Warduni, che ha annunciato attraverso il Servizio Informazione Religiosa della Cei il ritrovamento del corpo di monsignor Rahho, l'arcivescovo caldeo di Mosul, rapito il 29 febbraio scorso da un commando di uomini armati dopo aver celebrato la Via Crucis. Nel corso del rapimento erano state uccise tre persone che erano con lui. La richiesta di un riscatto aveva fatto sperare che il rapimento potesse concludersi con il rilascio dell’arcivescovo. Oggi invece il ritrovamento del cadavere, già seppellito.

La telefonata "I rapitori - racconta al Sir monsignor Warduni - già da ieri ci avevano detto che monsignor Rahho stava molto male, ieri nel pomeriggio ci hanno detto che era morto. Stamattina ci hanno telefonato per dirci che lo avevano sepolto. Alcuni nostri giovani hanno seguito le indicazioni fornite dai rapitori per raggiungere il luogo. Qui hanno scavato e hanno visto il vescovo privo di vita. Non sappiamo ancora se sia morto per cause legate alla sua precaria salute o se sia stato ucciso. I rapitori ci hanno detto solo che è morto". Secondo l’autopsia compiuta nel pomeriggio sul corpo di Rahho "il vescovo è morto da cinque giorni". Lo rivela AsiaNews, agenzia del Pime. E cadono anche gli ultimi dubbi: l'uomo è stato ucciso dai suoi sequestratori.

Il Papa La notizia del ritrovamento del cadavere di monsignor Rahho "colpisce e addolora profondamente" il Papa, "che è stato subito informato". Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi. Il Papa si augura che "questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l’impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato". La "deplorazione del Papa per un atto di disumana violenza che offende la dignità dell’essere umano e nuoce gravemente alla causa della fraterna convivenza dell’amato popolo iracheno" è espressa, dopo il ritrovamento del cadavere dell’arcivescovo caldeo di Mosul, Faraj Rahho, in un telegramma di Benedetto XVI al patriarca caldeo Emmannuel Delly III. Assicurando le sue preghiere "per lo zelante pastore sequestrato proprio al termine della celebrazione della via crucis" papa Ratzinger prega inoltre "perché questo tragico evento serva a costruire nella martoriata terra dell’Iraq un futuro di pace".