Irak, video choc sulle violenze dei soldati inglesi

In un altro filmato un militare pesta e oltraggia il cadavere di un ventenne

Lorenzo Amuso

Pochi fotogrammi di un filmino amatoriale gettano di nuovo nel più profondo imbarazzo la Gran Bretagna. Ancora una volta sotto accusa è l’ignobile comportamento di alcuni militari dell’esercito di Sua Maestà, sorpresi a malmenare crudelmente giovani iracheni, apparentemente indifesi. Una vergognosa sequenza di 42 colpi, tra pugni calci e testate - di gratuita brutalità - ripresi da un caporale, di cui si sente chiaramente la voce fuori campo mentre istiga i suoi commilitoni a infierire. Alcuni particolari del video (60 secondi estratti da tre minuti e 12’’ di immagini), che secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato girato nel sud dell’Irak durante le rivolte di piazza del 2004, sono stati ripresi dal domenicale News of the World, provocando una nuova bufera sul governo britannico.
Le immagini risultano eloquenti nella loro ferocia, pesanti come una condanna senza appello. La video-registrazione mostra quattro giovanissimi iracheni, probabilmente minorenni, trascinati malamente lungo le strade adiacenti la caserma dell’esercito britannico. Qui, tra le urla di scherno e giubilo dei presenti, i prigionieri vengono assaliti selvaggiamente con bastoni e stivali da soldati in uniforme. Senza la minima esitazione né rispetto dei più elementari diritti umani. Riversi a terra e paralizzati dal dolore, i ragazzi vengono colpiti ripetutamente allo stomaco e ai genitali. Con furia selvaggia, ingiustificata, sadica. Nessuno tra i militari che abbia avuto un minimo di pietà o di pena per l’indecoroso spettacolo, mentre indegne grida da stadio accompagnano il pestaggio: «Dài, sì, dài, sì. Te lo sei meritato, brutto moccioso. Muori! Ah ah ah!». Un accanimento spietato e incivile, sul quale il governo ha promesso di fare luce al più presto, assicurando punizioni esemplari nei confronti dei colpevoli.
È stato un anonimo informatore (con ogni probabilità un soldato) a consegnare il video alla redazione del domenicale inglese, indignato per l’impunità che finora ha circondato i gesti degli otto soldati. «Questi iracheni erano dei ragazzini, molti non indossavano neppure le scarpe - ha spiegato l’informatore -. I militari erano sovreccitati e assolutamente fuori controllo. Sono un insulto alle migliaia di soldati che lavorano duramente in Irak con coraggio e dignità. Non sono altro che una banda di teppisti, una vergogna per loro stessi, per l’esercito e per tutta la nazione».
Il video ha altre sequenze scioccanti. Come quella che mostra un soldato nell’atto di scoprire il cadavere di un iracheno, esibendolo alla telecamera come fosse un trofeo. Per tutta risposta il cameraman - estremo insulto al morto (un giovane di 20 anni) - colpisce con due calci il volto della salma, riservandole un commiato di insulti irriferibili. In un’altra sequenza, un iracheno fermato viene fatto inginocchiare di fronte a un muro e preso a calci sul petto. Secondo il News, che si è rifiutato di divulgare le generalità dei colpevoli, l’unità dei soldati-squadristi nel frattempo ha fatto ritorno in patria. Ma presto gli otto verranno convocati di fronte al tribunale militare per rispondere dei reati documentati nel video. E a nulla servirà loro ricordare il clima di fortissima tensione che in quei giorni si respirava in Irak, quando le truppe alleate erano bersaglio quotidiano degli ex soldati iracheni, armati di pietre e molotov, che protestavano a Bassora e nell’Irak meridionale perché il governo provvisorio non li aveva pagati.
«Sono convinto che quei ragazzini non erano innocenti - ha concluso l’informatore del tabloid -. Sono pronto a scommettere che avevano partecipato a manifestazioni anche violente. Ma non c’è alcuna giustificazione per questi pestaggi. Chi ha ripreso con la telecamera probabilmente era il capo, e invece di calmare gli animi, ha aizzato ancor più i suoi soldati. Si può capire che una recluta perda il controllo, ma non è ammissibile per un ufficiale».