Iran: altre 5 impiccagioni, sospesa per due mesi la condanna di due ragazzi

I condannati erano tutti accusati di omicidio. sospese per un mese le esecuzioni di due ragazzi iraniani che avrebbero dovuto essere impiccati
oggi nel carcere di Evin a Teheran perchè riconosciuti colpevoli di omicidi compiuti quando avevano 16
e 17 anni

Teheran - Sono state sospese per un mese le esecuzioni di due ragazzi iraniani che avrebbero dovuto essere impiccati oggi nel carcere di Evin a Teheran perchè riconosciuti colpevoli di omicidi compiuti quando avevano 16 e 17 anni. Lo ha detto all’Ansa il loro avvocato, Mohammad Mostafai. Altre quattro persone, fra cui una donna, sono state invece impiccate nella stessa prigione perché colpevoli di omicidio. Un uomo è invece stato giustiziato ieri nel sud-est del Paese per lo stesso reato.

Ma nel frattempo comincia a farsi strada anche in Iran una mobilitazione, seppur ancora limitata, di coloro che si oppongono alla pena capitale. Lo testimoniano i molti volontari di organizzazioni caritatevoli che all’alba di oggi si sono recati ad Evin, dove le impiccagioni in programma erano dieci, per cercare di convincere le famiglie delle vittime degli omicidi ad accettare un risarcimento in cambio del perdono. Una soluzione che, in base alla legge islamica, consente di salvare la vita dei condannati. In effetti oggi un uomo si è vista cancellare la sentenza grazie al perdono immediatamente ottenuto e altri tre hanno goduto di un rinvio per continuare le trattative con i congiunti degli uccisi.

I due ragazzi minorenni all’epoca dei fatti, Amir Khaleghi, che oggi ha 18 anni, e Safar Anguti, che ne ha 19, hanno ottenuto la sospensione su ordine del capo dell’apparato giudiziario, ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, che il 19 aprile scorso aveva anche disposto un rinvio di due mesi dell’impiccagione della giovane pittrice Delara Darabi, condannata per un omicidio commesso quando aveva 17 anni. La ragazza è però stata ugualmente impiccata il primo maggio a Rasht su ordine di un giudice locale. L’avvocato Mostafai ha fatto sapere che alcune organizzazioni umanitarie iraniane si sono impegnate a raccogliere somme che sperano sufficienti ad indurre i familiari degli uccisi da Amir Khaleghi e Safar Anguti a risparmiare loro la vita. Mostafai, che è stato anche difensore di Delara, ha detto di essere stato fermato e interrogato per un’ora, ieri, dopo avere affrontato il portavoce della magistratura, Alireza Jamshidi, che teneva una conferenza stampa.