Iran, ansia per Sakineh: Ong: "Domani giustiziata" Appelli da tutto il mondo

La 43enne iraniana condannata a morte per concorso in omicidio e adulterio, sarà lapidata domani. Lo annuncia la Ong che lo scorso 11 ottobre aveva reso noto l’arresto del figlio e dell’avvocato della donna. Appello di Frattini e Carfagna

Teheran -  Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna 43enne condannata a morte in Iran per concorso in omicidio e adulterio, sarà lapidata domani. Lo riferisce il Comitato internazionale contro la lapidazione in un comunicato pubblicato sul propriosito web. "L’esecuzione è prevista per il 3 novembre" afferma l’Ong nella nota. "Il regime islamico iraniano prevede di giustiziare Sakineh immediatamente" si legge ancora.

Accelerazione "In base alle notizie ricevute dal comitato internazionale contro le lapidazioni e dal comitato internazionale contro le esecuzioni il primo novembre, le autorità di Teheran hanno dato il via libera alle carceri di Tabriz per effettuare la lapidazione di Sakineh. È stato riferito che la donna sarà giustiziata mercoledì". Teheran, attacca l’Ong, "ha creato un nuovo scenario per accelerare l’esecuzione". La stessa ong aveva reso noto l’arresto del figlio e dell’avvocato della donna, lo scorso 11 ottobre.

Manette all'avvocato dei 2 tedeschi Il legale iraniano dei due tedeschi arrestati il mese scorso mentre intervistavano il figlio e l’avvocato di Sakineh, è stato anch’egli arrestato. Lo ha reso noto il procuratore generale, Gholamhossein Mohseni-Ejei, citato dal quotidiano Teheran Times.

Appello di Frattini e Carfagna Appello all’Iran dei ministri Franco Frattini e Mara Carfagna perchè venga salvata la vita di Sakineh, la donna iraniana condannata a morte per adulterio e omicidio e che potrebbe essere giustiziata domani. "Le notizie che da fonti non governative ci giungono da Teheran secondo cui la vita di Sakineh Ashtiani sarebbe in pericolo imminente ci colpiscono profondamente", si legge nel comunicato congiunto dei ministri degli Esteri e delle Pari Opportunità. "L’impegno dell’Italia , non solo del governo, ma anche del parlamento e dell’opinione pubblica, per evitare la pena di morte - ovunque e contro chiunque essa venga decretata - in quanto punizione lesiva della dignità umana è noto a tutti. Vogliamo però ribadirlo oggi nuovamente, con forza, e siamo fiduciosi di poter trovare ascolto presso le autorità di un Paese come l’Iran che l’Italia rispetta in quanto Stato sovrano e con il quale intende intrattenere un rapporto di dialogo costruttivo". "Il nostro appello -prosegue la nota- non è contro l’Iran, ma per la vita di Sakineh - come abbiamo manifestato sin dall’inizio della nostra campagna. Un riscontro positivo da parte iraniana a questa nostra sensibilità aiuterebbe quella fiducia reciproca che l’Italia sta cercando di ripristinare con l’Iran malgrado il difficile momento internazionale".