Iran, attaccato un convoglio di pasdaran

Teheran - Un attentato che ha provocato la morte di un numero ancora incerto di persone, tra le 8 e le 18, é stato compiuto oggi contro un autobus dei Pasdaran (i Guardiani della rivoluzione) nel sud-est dell'Iran. Si tratta di un'area dove è attivo un gruppo separatista armato sunnita che si è già reso responsabile di attacchi contro le forze di sicurezza governative. Le autorità hanno detto di avere arrestato alcuni dei responsabili, ma anche qui non c'é concordanza sul numero di coloro che sarebbero stati catturati. Si va da uno di cui ha dato notizia l'agenzia ufficiale Irna ai quattro di cui ha parlato la televisione di Stato.

Il fatto è avvenuto vicino a Zahedan, capoluogo della provincia sud-orientale del Sistan-Baluchistan, ai confini con il Pakistan e l'Afghanistan. L'autobus stava trasportando al lavoro personale della base 'Shahid Mir Hossein' dei Pasdaran, nel sobborgo di Nastaran. Due uomini a bordo di motociclette lo hanno costretto a fermarsi aprendo il fuoco. A quel punto un ordigno piazzato su un'automobile parcheggiata vicina, una Peykan, è stato fatto esplodere con un comando a distanza. Secondo l'agenzia ufficiale Irna, i morti sono 18 e diversi i feriti. Altre agenzie parlando di un numero inferiore di uccisi, che secondo la Fars sarebbero 8, tutti Guardiani della rivoluzione. Nel Sistan-Baluchistan è attivo il gruppo armato separatista sunnita Jundullah, in un Paese dove oltre il 90 per cento della popolazione è sciita. In passato il gruppo, guidato da Abdel Malek Righi, ha rivendicato altri attacchi e rapimenti di agenti delle forze di sicurezza. Le autorità di Teheran hanno accusato i servizi segreti americani e britannici di sostenere il gruppo separatista.