Iran, Bush: maggiore pericolo in Medioriente

Il presidente Usa torna ad ammonire Teheran alla vigilia del suo viaggio in Israele, Arabia Saudita ed Egitto: "Non escludiamo alcuna opzione per impedire all’Iran di realizzare le sue aspirazioni
nucleari"

Gerusalemme - «L’Iran è la minaccia più grave nel lungo periodo per la pace in Medio Oriente e ha pure un regime particolarmente negativo». Alla vigilia di una visita che lo vedrà per due giorni in Israele, per il sessantesimo della sua fondazione, e poi in Arabia Saudita e Egitto il presidente Usa George W. Bush inasprisce i toni nei confronti di Teheran.

La tribuna scelta questa volta è quella della stampa israeliana, in interviste concesse ad alcuni dei suoi corrispondenti a Washington. «Gli Stati Uniti - ha detto - non escludono alcuna opzione per impedire all’Iran di realizzare le sue aspirazioni nucleari. Noi prendiamo seriamente la volontà dell’ Iran di acquisire le tecnologie e le conoscenze necessarie per sviluppare armi atomiche. Tutte le opzioni sono sul tavolo anche se noi naturalmente preferiamo risolvere il problema in modo diplomatico». L’Iran afferma che il suo programma nucleare ha solo fini pacifici. Bush ha ammonito che gli Stati Uniti reagiranno se l’Iran dovesse cercare di usare armi nucleari contro Israele o altri paesi alleati.

L’avvertimento non sembra però aver impressionato il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad che oggi ha di nuovo pesantemente attaccato Israele. I festeggiamenti per il suo sessantesimo compleanno sono, ha detto, come «i funerali per un uomo morto» e «non potranno riportarlo in vita». «Prima o poi - ha aggiunto - Israele sarà cancellato ad opera del popolo palestinese che ora sta tenendo a mente i nomi dei paesi che sostengono il regime sionista». Ahmadinejad «è il passato», ha risposto il presidente israeliano Shimon Peres aprendo una conferenza sugli scenari futuribili per il mondo in presenza di capi di stato, di governo e di un folto pubblico di Vip, in tutti i campi del sapere, giunti da tutto il mondo.

La visita di Bush nello stato ebraico avrà un carattere soprattutto protocollare e perciò, apparentemente, meno politico. È infatti previsto un solo colloquio col premier Ehud Olmert, nel quale, oltre all’Iran, saranno discusse tutte le questioni sull’agenda del processo di pace con i palestinesi. Bush non visiterà i territori palestinese ma, a quanto risulta, incontrerà i dirigenti dell’Autorità nazionale nella tappa egiziana del viaggio. La stampa israeliana ha riferito che Israele si aspetta da Bush - la cui presidenza scade il prossimo gennaio - «doni di congedo», come l’assenso alla fornitura di più potenti sistemi d’arma americani volti ad assicurare la superiorità militare qualitativa dello stato ebraico davanti ai suoi nemici. Ma fonti americani, citate dal Jerusalem Post, hanno detto che Israele non deve nutrire «aspettative esagerate».