Iran: «In euro le vendite di petrolio»

da Milano

L'Iran comincerà fra due mesi a vendere il suo petrolio non più in dollari, ma in euro: lo ha annunciato il presidente Ahmadinejad. Teheran «intende passare all'euro negli scambi che riguardano il petrolio», ha annunciato il presidente iraniano, già in rotta di collisione con Washington sulla questione del dossier nucleare. L'Iran intende creare una Borsa del petrolio nella zona economica libera dell'isola di Kish, nel Golfo persico, dove userà l'euro come mezzo di pagamento. Secondo l'agenzia russa, la decisione iraniana potrebbe incidere sulle decisioni future di molte banche centrali e far crescere le quote di riserve in euro a scapito del biglietto verde statunitense. I prezzi del greggio sono intanto tornati ieri a New York sotto i 70 dollari il barile (future di giugno a 69,70 dollari). A causare i ribassi l'allentamento delle preoccupazioni sullo stato delle scorte di benzina negli Usa dopo la pubblicazione del dato settimanale delle scorte di mercoledì scorso che ha mostato una ricostituzione migliore delle attese. In Italia il prezzo dei carburanti si mantiene comunque su livelli record, con la benzina verde salita a 1,381 euro al litro. È la compagnia Q8, questa volta, in testa alla classifica dei prezzi più alti alla pompa. Stesso discorso per il gasolio, che vola a 1,245. Api, Ip e la francese Total, hanno invece annunciato ieri un ridimensionamento del prezzo della senza piombo da 1,369 euro al litro ad 1,364 e da 1,239 a 1,234 euro al litro di gasolio.