Iran, Frattini: "Sui 5+1 abbiamo l'ok degli Stati Uniti"

Il ministro degli Esteri: "C’è un pieno sostegno degli Stati Uniti a questa nostra aspirazione,
che credo sia utile anche per l’Europa". Il sì all’Italia è giunto anche dalla Francia ma Washington in realtà per ora si esprime con
una certa prudenza

Roma - Sull’eventuale partecipazione dell’Italia al cosiddetto gruppi dei "5+1" sul nucleare iraniano, il nostro paese ha l’appoggio degli Stati Uniti e cercherà di fare pressioni sulla Germania: lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini dichiarando che "c’è un pieno sostegno degli Stati Uniti a questa nostra aspirazione, che credo sia utile anche per l’Europa". Frattini ha aggiunto "ora dobbiamo naturalmente parlare con i tedeschi. Devo vedere il ministro degli Esteri tedesco, Franck Walter Steinmeier, martedì 17 a Berlino. L’Italia è già coinvolta a livello tecnico", ha precisato il ministro aggiungendo che "il passo successivo è politico".

Frattini, che sarà a Berlino per partecipare a un forum informale di dialogo fra Israele e l’Unione europea, parlava oggi a margine della Conferenza dei donatori per l’Afghanistan a Parigi. Il sì all’Italia è giunto anche dalla Francia ma Washington in realtà per ora si esprime con prudenza. "Non so quanto sia realistico che l’Italia entri a far parte del 5+1", ha affermato il viceconsigliere per la Sicurezza Nazionale statunitense Judy Ansley, rispondendo ai giornalisti a bordo dell’Air Force One che trasportava il presidente George W. Bush a Roma.

La questione sarà certamente uno dei temi caldi dei colloqui oggi fra il presidente statunitense e Silvio Berlusconi, ha confermato Ansley, sottolineando come il nostro Paese sia "ovviamente" incluso nelle consultazioni a livello tecnico sulla questione nucleare iraniana; tuttavia ha confermato che la Germania preferirebbe "mantenere invariato il formato" dei negoziati, che vede i quattro Paesi membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, più appunto la Germania.

La Rice soddisfatta per l'offerta italiana Gli Usa sono molto soddisfatti per l’offerta italiana di rendere più flessibile l’impiego delle truppe in Afghanistan. Nel corso di un colloquio che Frattini ha avuto con Condoleezza Rice il segretario di Stato americano ha espresso "grande soddisfazione" per la decisione di "dare maggiore flessibilità all’impiego" delle truppe italiane, ma anche per il fatto che "Roma stia considerando l’invio di carabinieri formatori nel sud dell’Afghanistan per la preparazione della polizia locale". "Ho riferito alla Rice la decisione del governo", ha detto Frattini, "che sarà formalizzata durante l’incontro del presidente Berlusconi con il presidente Bush". Con 'Condi' - come Frattini ha chiamato il capo della diplomazia Usa conversando con i giornalisti - non si è parlato dell’ipotesi di invio dei caccia Tornado. "Il ministero della Difesa» ha spiegato il titolare della Farnesina, «ci sta ancora lavorando".