Iran, i calciatori dell’Onda Verde epurati dalla nazionale

Quelli della nazionale di calcio sono stati un po’ gli antesignani dell’Onda verde, il movimento che simpatizza per il leader dell'opposizione Mir Hossein Mousavi e che sta pagando sulla propria pelle in questi giorni nefasti la furia cieca del regime di Ahmadinejad. Lo scorso 17 giugno, in occasione della sfida di Seul contro la Corea del Sud, sette calciatori indossarono un polsino verde in segno di protesta, riproponendo in chiave moderna il celebre gesto dei velocisti Tommie Smith e John Carlos con pugni chiusi e mano guantata di nero alle Olimpiadi del 1968. In un primo momento Ahmadinejad ha deciso di non prendere alcun provvedimento, soprattutto perché i calciatori in questione non sono perfetti sconosciuti, ma affermati professionisti in Spagna e Germania.
A distanza di sei mesi la vendetta si è però materializzata con l’esclusione dei ribelli a tempo indeterminato. Il ct Afshin Ghotbi non ha potuto far altro che prendere atto delle imposizioni arrivate dall’alto e depennare i suoi pezzi da novanta dall'elenco degli atleti che stanno partecipando in questi giorni alla tournée in Qatar. Tra loro ci sono nomi conosciutissimi alle grandi platee, a partire dal capitano (120 gettoni di presenza) Mehdi Mahdavikia, ora in forza all’Eintracht di Francoforte, ma già euroavversario della Juve in Champions con la casacca dell’Amburgo. Stessa sorte è toccata al centravanti del Bochum Vahid Hashemian e ad Ali Karimi, ex del Bayern Monaco. Nessuno sconto neppure per il regista Javad Nekounam, considerato tra i gioielli del calcio asiatico e assoluto protagonista in Spagna nell’Osasuna di Pamplona.
La vendetta di Ahmadinejad potrebbe anche estendersi allo staff tecnico. Il ct Ghotbi, quello che ha dovuto abbassare il capo e prendere atto delle decisioni del regime, è ad un passo dall’esonero. Gli Ayatollah non sembrano intenzionati a perdonargli quella laurea in ingegneria conseguita molti anni fa a Los Angeles.
In attesa di una presa di posizione della Fifa, che potrebbe addirittura sospendere l’Iran da tutte le competizioni internazionali per chiare ingerenze politiche, gli strali non colpiscono solo gli atleti, ma anche gli spettatori. È stato infatti rimesso in vigore un provvedimento di legge a dir poco medievale che vieta l’ingresso allo stadio delle donne se non accompagnate da mariti, figli maschi o fratelli.