Iran: no al "bastone e carota" Usa

Obama ha parlato di una strategia nei confronti
dell’Iran che combini sanzioni economiche severe contro il nucleare a un pacchetto di incentivi che faccia leva
sulle difficoltà del Paese. Teheran replica stizzita: "Non accettiamo questi metodi"

Washington - Qualche giorno fa Fidel Castro aveva aperto al dialogo con gli Stati Uniti e suo fratello Raul si era detto pronto a incontrare il nuovo presidente americano in un luogo neutrale. Ma il lider maximo si era affrettato a ribadire un secco "no" al metodo del "bastone e della carota" (concessioni in cambio di aperture sui diritti umani) preannunciato da Obama. Oggi la strategia che il presidente eletto degli Stati Uniti ha detto di voler adottare verso l'Iran viene bocciata da Teheran. Si tratta di schermaglie tattiche normali in politica estera. Un conto è quello che si dice, altra cosa è ciò che si farà. La diplomazia, infatti, è sempre a lavoro. Ma quando si parla di Iran la questione è estremamente delicata, non solo per le implicazioni geopolitiche ma soprattutto per la "sfida al mondo" lanciata da Ahmadinejad. Il presidente iraniano in più di un'occasione ha detto di infischiarsene dei richiami delle Nazioni Unite e di voler portare avanti il suo programma nucleare.

L'idea di Obama In un’intervista trasmessa dalla NBC Obama ha parlato di una strategia nei confronti dell’Iran che combini sanzioni economiche severe a un pacchetto di incentivi che faccia leva sulle difficoltà di un paese in cui inflazione e disoccupazione crescono a livelli impressionanti. 

La replica di Teheran La reazione dell'Iran non si è fatta attendere, con il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica Islamica, Hasan Qashqavi, che ha respinto la proposta e ha chiesto agli Usa e alla comunità internazionale di riconoscere il "diritto al nucleare" dell’Iran. "I principali media di tutto il mondo hanno ammesso che la politica Usa nei confronti dell’Iran ha fallito - ha dichiarato il portavoce -. Per questo bisogna accettare la realtà e l’idea di un Iran nucleare. Gli Usa devono essere pronti a riconoscere i nostri diritti". Qashqavi ha quindi invitato Obama a ricordare il suo slogan elettorale "Change", chiedendogli un cambiamento anche nell’approccio alla questione del nucleare iraniano.