Iran, ondata di condanne a morte: 29 impiccagioni

Ventinove persone accusate di traffico di droga, omicidio e violenza
sono state impiccate questa mattina nella prigione di Evin a Teheran: E' il più alto numero di giustiziati in un solo giorno

Teheran - Ventinove persone accusate di traffico di droga, omicidio e violenza sono state impiccate questa mattina nella prigione di Evin a Teheran. L'esecuzione ha avuto luogo alle 02:40 (ora italiana) all'interno della prigione Evin, che si trova a nord di Teheran. Quello di oggi è il più alto numero di giustiziati in un solo giorno negli ultimi anni in Iran. Il 2 gennaio si è avuta un'altra esecuzione di massa: 13 impiccati, sempre nel carcere di Evin.

Dallo scorso luglio - malgrado le proteste delle associazioni per i diritti umani e la moratoria sulla pena di morte votata dall'Onu - le esecuzioni sono aumentate in maniera esponenziale, sull'onda di una campagna lanciata dal regime degli ayatollah per combattere i comportamenti "immorali" e arginare un tasso di criminalità in costante ascesa. "I 29 che sono stati giustiziati stamattina erano accusati di traffico di stupefacenti su larga scala, criminalità organizzata, omicidi e rapine a mano armata", ha detto il procuratore di Teheran Saeed Mortazavi alla radio pubblica, secondo quanto riporta la Reuters. Vogliamo far diventare Teheran "il posto più pericoloso del mondo per trafficanti, malfattori e violenti", aveva avvertito lo stesso Mortazavi ieri, annunciando le impiccagioni. In Iran, dove vige la legge islamica (Sharia), la pena capitale è comminata per un ampio numero di reati, a partire da quelli di omicidio, stupro, adulterio, rapina a mano armata, apostasia e traffico di droga. Piaga, quest'ultima, particolarmente allarmante. Il mercato interno iraniano è alimentato da oltre due milioni di tossicomani e consumatori occasionali, mentre una parte di questa droga (che in parte arriva dall'Afghanistan) transita solo attraverso l'Iran per essere poi smerciata sui mercati arabi ed europei. 

Nel mondo Le 29 impiccagioni di oggi a Teheran confermano l'Iran al secondo posto della sinistra classifica dei Paesi dove il boia è più attivo. Sulla base del rapporto di 'Nessuno tocchi Caino' sulla pena di morte presentato giovedì scorso a Roma, nel 2007 sono state effettuate in 26 paesi almeno 5.851 esecuzioni. Ecco la lista del documento: Cina, almeno 5.000; Iran, almeno 355; Arabia Saudita, almeno 166; Pakistan, almeno 134; Stati Uniti, 42; Iraq, almeno 33; Vietnam, almeno 25; Afghanistan, 15; Yemen, almeno 15; Corea del Nord, almeno 13; Libia, almeno 9; Giappone, 9; Siria, almeno 7; Sudan, almeno 7; Bangladesh, 6; Somalia, almeno 5; Guinea Equatoriale, 3; Singapore, 2; Bielorussia, almeno 1; Botswana, almeno 1; Indonesia, almeno 1; Kuwait, almeno 1; Etiopia, 1. Anche se non esistono dati ufficiali, secondo Amnesty International, un numero imprecisato di esecuzioni sarebbero avvenute nel 2007 anche in Egitto, Malesia e Mongolia, afferma il rapporto, che ricorda come non risultano vi siano state esecuzioni in Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Nigeria e Uganda, Paesi che le avevano effettuate nel 2006.