Iran, rivolta e repressione: vittime "Ucciso nipote ventenne di Mussavi"

Iran, la protesta contro il regime non si ferma e scatta una durissima repressione: violenti scontri. Spari contro i manifestanti che gridano "morte al dittatore": morti e feriti. Trecento arresti. Pugno di ferro a Teheran, Qom, Shiraz, Isfahan, Tabriz e Najafabad, città natale
dell' ayatollah riformista Montazeri. La Tv di Stato conferma: "Diversi morti da entrambe le parti". La polizia smentisce che il giovane sia parente del leader dell'opposizione

Teheran - Giornata di protesta, repressione e violenza in tutto l'Iran per la manifeastazioni di piazza dell'opposizione al regime degli ayatollah. Il bilancio delle vittime è provvisorio: si parla di almeno 10 morti fra i manifestanti e non ci sono cifre sui feriti. Negli scontri è stato ucciso anche il nipote ventenne del leader dell'opposizione Mussavi. Con le notizie pubblicate sui siti internet dell'opposione e la conferma in serata arrivata sul sito della Tv di Stato che parla di "diversi morti da entrambe le parti".

Giornata di violenza e caos La protesta contro il regime iraniano continua, e non si ferma la repressione della polizia. Centinaia di poliziotti e forze di sicurezza presidiano in massa il centro della capitale iraniana Teheran ed hanno ripetutamente hanno attaccato con violenza i manifestanti durante la festa religiosa sciita dell'Ashura. Lo scrive il sito web dell'opposizione Jaras secondo il quale "centinaia di agenti e forze antisommossa presidiano piazza Haft-e Tir, Enqelab Street e le vicinanze del grande Bazar". Il sito parla poi di almeno tre morti, che - secondo un altro sito internet dell'opposizione - sarebbero saliti a quattro, poi a sei. Cifre non ufficiali, comunque. Anche perché almeno altri 4 manifestanti sono rimasti uccisi in scontri nella città di Tabriz, nord ovest dell'Iran, sempre secondo Jaras.

Notizie sul web Secondo il sito web dell'opposizione Jaras, nelle proteste tre persone sono morte e altre due sono state ferite. Un altro sito web dell'opposizione, Rahesabz, parla adi 4 vittime nei disordini: tre manifestanti sono stati colpiti da "tiri diretti" sparati da "forze militari" sul viale Enghelab, la grande arteria che attraversa Teheran da est a ovest. Il sito afferma che uno dei suoi giornalisti ha assistito all'episodio. Il quarto manifestante, secondo Rahesabz, è stato ucciso non molto lontano, all'incrocio fra viale Enghelab e viale Vali-asr, senza fornire altri dettagli. Sia Rahesabz che Jaras, altro sito dell'opposizione, affermano che il corpo della quarta vittima è stato sollevato a braccia dalla folla dei manifestanti che sarebbero decine di migliaia.

"Morte al dittatore" Jaras precisa che "la polizia ha aperto il fuoco" e che i manifestanti gridavano "Morte al dittatore" dopo aver dato fuoco ad una moto della polizia. Jaras in precedenza aveva detto che gli agenti avevano sparato lacrimogeni e in seguito ha parlato di colpi d'arma da fuoco in varie zone della capitale iraniana. Scontri fra forze dell'ordine e oppositori sono avvenuti nella città di Isfahan, nel centro dell'Iran, e nella vicina Najafabad, città natale del grande ayatollah riformista Hossein Ali Montazeri, morto qualche giorno fa, a Tabriz e Shiraz.

I poliziotti non obbediscono "Le forze di polizia stanno rifiutando gli ordini dei loro comandanti di sparare ai dimostranti nel centro di Teheran... alcuni di loro cercano di sparare in aria quando messi sotto pressione dai loro comandanti", scrive Jaras.

"Ucciso nipote di Mussavi" Il nipote del leader dell'opposizione Mir Hossein Mussavi è stato ucciso in scontri a Teheran. "Ali Mussavi, 20 anni, è stato ucciso in scontri oggi a mezzogiorno, il suo corpo si trova nell'ospedale di Teheran", scrive il sito Parlemannews.  

La Tv di Stato: ci sono vittime La televisione ufficiale iraniana ha confermato che ci sono stati "diversi da entrambe le parti" morti in scontri a Teheran. La conferma arriva molte ore dopo una smantita della polizia. "Fino ad ora non ci sono notizie di morti e nessuno è stato ucciso", aveva detto il capo della polizia di Teheran, Azizollah Rajabzadeh, citato dall'agenzia Isna.

La tv di stato iraniana prima ha confermato la morte del nipote del leader dell'opposizione Mir Hossein Mussavi che è stato ucciso "da aggressori rimasti ignoti", poi la polizia ha smentito la parentela. La polizia iraniana ha negato che Seyed Ali Mussavi, sia un nipote del leader dell'opposizione. Lo riferisce Press Tv. "La polizia ha detto che l'uomo rimasto ucciso non ha alcuna parentela con Mir Hossein Mussavi". Il sito dei parlamentari riformisti Parlemanews aveva reso noto in precedenza che il manifestante ucciso era in effetti nipote di Mir Hossein Mussavi, aggiungendo che quest'ultimo si era recato nell'ospedale dove si trovava il cadavere.

Scontri nelle città Le manifestazioni anti-governative si sono estese nel pomeriggio a diverse città iraniane, fra cui Qom vicino a Teheran, e Shiraz, nel sud, dove sono segnalati pesanti scontri fra sostenitori dell'opposizione e forze di sicurezza, con decine di feriti. Lo riferiscono blog iraniani vicini all'opposizione ma le notizie non possono essere verificate da fonti indipendenti. Secondo i blogger, a Shiraz almeno 30 persone sono rimaste ferite, una ventina nella città santa di Qom. Gli scontri intanto proseguono a Isfahan, nel centro dell'Iran.  Scontri fra forze dell'ordine e oppositori anche a Isfahan, nel centro dell'Iran, e nella vicina Najafabad, città natale del grande ayatollah riformista Hossein Ali Montazeri, morto qualche giorno fa.