Iran, siti internet "anti-religiosi" mano dura del regime: 22 arresti

L'accusa: sul web diffondevano articoli, dibattiti e facevano propaganda a libri che "minavano le colonne
portanti della famiglia". "Sicurezza nazionale a rischio"

Teheran - Giro di vite del regime iraniano contro il web: almeno 22 persone sono state arrestate in Iran per avere lavorato a siti Internet ritenuti "corrotti, anti-religiosi e contrari alla sicurezza nazionale", secondo quanto scrive oggi l'agenzia Fars.

I siti, secondo la stessa fonte, diffondevano tra l'altro articoli e dibattiti e propagandavano libri che "miravano a minare le colonne portanti della famiglia", presentando tra l'altro come "normali le relazioni illegali" tra uomini e donne, cioé al di fuori del matrimonio, o quelle omosessuali. Gli arrestati sono accusati anche di "iniziative contro la sicurezza nazionale attraverso attività di propaganda, azioni per boicottare le elezioni, la diffusione di libri anti-religiosi e notizie anti-rivoluzionarie".

La Fars scrive che gli arrestati erano in contatto con altri iraniani residenti all'estero ed erano "sostenuti da un'azienda americana". Negli ultimi anni decine di siti Internet sono stati oscurati in Iran e molti blogger sono stati arrestati. Uno di loro, Mir Sayafi, di 25 anni, condannato a 30 mesi di reclusione per insulti alla Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, è morto il mese scorso in carcere. Secondo un primo rapporto delle autorità il giovane si sarebbe suicidato.