Iran, urne aperte: affluenza bassa

Appelli agli iraniani per andare a votare. Ma l'affluenza è del 20%. Dalle urne uscirà un risultato scontato dal momento che i principali candidati riformisti erano stati esclusi nei giorni scorsi. Ahmadinejad: "Il mondo ci guarda"

Teheran - La Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, ha aperto oggi con il suo voto in diretta televisiva le operazioni elettorali per scegliere il nuovo Parlamento, facendo nuovamente appello a recarsi in massa alle urne per dimostrare sostegno al regime.

Esclusi i candidati riformisti Questa tornata elettorale, nella quale quasi 44 milioni di cittadini sono chiamati alle urne per eleggere 290 deputati tra 4.500 candidati, è stata preceduta da una campagna apatica che ha visto esclusi i principali candidati riformisti. E, da quanto si è visto nelle prime ore della giornata a Teheran, l’affluenza non era particolarmente sostenuta. Tre i maggiori schieramenti in lizza, due conservatori e uno riformista. Ma le preoccupazioni di tutti gli elettori intervistati ai seggi si concentrano, più che sullo scontro tra fazioni politiche, sull’impennata dell’inflazione che, secondo i dati ufficiali, ha raggiunto il 20 per cento. Le operazioni di voto, cominciate alle 08:00 (le 05:30 ora italiana), dovrebbero concludersi alle 18:00 (15:30). Ma, come successo regolarmente in passato, saranno probabilmente prolungate, anche per la complessità delle operazioni. Ciascun elettore deve infatti scrivere non solo i nomi dei candidati prescelti - fino a 30 a Teheran - ma anche un codice numerico accanto ad ognuno di essi, una novità introdotta quest’anno. Ai seggi non ci sono cabine e si vota tutti insieme su lunghi tavoli. Qualcuno chiede consiglio ai vicini e non pochi si fanno anche compilare la scheda da altri. I risultati ufficiali non saranno disponibili prima di alcuni giorni.

Il voto del presidente Ahmadinejad Rientrato in anticipo a Teheran da una visita in Senegal per partecipare alle elezioni legislative, il presidente Mahmud Ahmadineyad ha ricordato ai connazionali che tutto il mondo sta a guardare come l’Iran deciderà del suo futuro politico. Al seggio in una moschea nella zona sudorientale della capitale, Ahmadinejad ha detto che "migliaia di milioni di occhi ci guardano per vedere come definiremo il nostro futuro con queste elezioni". "Molti altri paesi islamici - ha aggiunto Ahmadinejad - cercano un modello e considerano l’Iran un esempio".

Crisi economica e malcontento Le legislative che si svolgono ad appena una settimana dalle celebrazioni del Capodanno del prossimo 21 marzo, arrivano in un momento di particolare malcontento per la situazione economica, con una crescita dei prezzi che per alcuni generi di consumo ha raggiunto il 30%. Alla sua elezione, 30 mesi fa, il presidente aveva promesso miglioramenti nella situazione sociale ed economica, soprattutto degli iraniani più disagiati. Nonostante i prezzi record del petrolio e le riserve iraniane tra le maggiori al modo, però, l’inflazione è molto cresciuta dall’agosto 2005. "Voto per chi può cucire il buco nella mia tasca, qualsiasi somma metto dentro vola via come il vento", dice Mashallah T, funzionario statale di 44 anni di Teheran, sposato con 3 bambini. "Qualcuno deve fermare questa inflazione, altrimenti andare al supermarket, dal macellaio o dal fruttivendolo diventerà un lusso che non ci possiamo permettere", aggiunge l’uomo, dopo aver votato con la moglie in una moschea nel nord di Teheran. Gli fa eco l’autista di taxi Hassan, secondo il quale il governo bada troppo ai temi politici e dimentica i problemi quotidiani della gente: "Non sono gli Stati Uniti il nostro nemico - dice - ma quelli che non perdono occasione per aumentare i prezzi. Il nostro presidente - aggiunge - dovrebbe occuparsi di queste sanguisughe invece di provocare Bush".