Iran, verso sanzioni più gravose ma senza irritare Russia e Cina

I «Cinque più uno», riuniti a Londra, lasciano però spazio a una soluzione negoziata

Stringere la morsa delle sanzioni all’Iran, renderle più gravose, senza farle sembrare insopportabili a Russia e Cina. La parola d’ordine, alla riunione londinese del «cinque più uno», era semplicemente questa, ma sembra aver funzionato. Dopo l’incontro di ieri i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e la Germania sembrano pronti a lavorare ad una nuova risoluzione capace di intensificare la pressione politico economica per costringere Teheran al negoziato. Non un affondo decisivo, ma una revisione per render più complesse e onerose le operazioni commerciali con l’Iran e più stringente l’embargo sulle vendite di armi. Ma i previsti tagli al credito sulle esportazioni verso l’Iran previste dalla nuova bozza di risoluzione rischiano di creare seri problemi alle molte aziende europee ed italiane che commerciano con la Repubblica Islamica.
«Abbiamo intavolato una discussione assai produttiva sui prossimi passi da compiere e abbiamo già iniziato a lavorare sulla risoluzione dal presentare al Consiglio di Sicurezza», recita la dichiarazione del Foreign Office britannico diffusa dopo l’incontro.
Se non assisteremo, come in passato, a bruschi dietro front di Cina e Russia il risultato potrà venir considerato un successo. In passato i rappresentanti occidentali non erano mai riusciti a convincere al primo colpo gli interlocutori russi e cinesi. Washington e Londra erano ben consapevoli di non aver, neanche stavolta, molto spazio di manovra. Soprattutto dopo le allarmate dichiarazioni del ministro degli esteri russo Sergey Lavrov preoccupato per le ricorrenti indiscrezioni su un possibile attacco americano all’Iran.
Così Stati Uniti e Gran Bretagna si sono limitati a proporre qualche ritocco alle sanzioni esistenti ribadendo di non voler punire l’Iran, ma soltanto costringerlo al negoziato. «Abbiamo anche considerato - sottolinea il comunicato britannico - come riavvicinare l’Iran. Siamo tutti interessati a una soluzione negoziata».
L’offensiva politico diplomatica rivolta ad incrementare progressivamente la pressione su Teheran è stata innescata dal rapporto dell’Aiea che denuncia il mancato rispetto dell’embargo sulla sospensione dell’arricchimento dell’uranio votato dal consiglio di Sicurezza il 21 dicembre scorso contestualmente alla prima raffica di sanzioni. «Quest’azione - ha spiegato da Washington il portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack - è destinata a crescere progressivamente e proporzionalmente».