Iraniana chiede asilo in Turchia: «Rischio la vita perché credo negli Ufo»

Negar Azizmoradi è la leader del Movimento Realiano e crede che alcuni extraterrestri abbiano creato la vita sulla Terra attraverso l'ingegneria genetica. È convinta di raggiungere l'immortalità e pratica la libertà sessuale. Ma per le leggi islamiche va punita con la morte

Nessuno immaginava che sarebbero stati gli Ufo a mettere in crisi i rapporti tra Iran e Turchia, di recente rinsaldati da numerosi accordi economici. I media turchi parlano di una possibile bufera diplomatica scatenata dalla richiesta di asilo che Negar Azizmoradi, leader del Movimento Realiano in Iran, ha rivolto ad Ankara. La donna si considera infatti una perseguitata che nel suo paese rischia la pena di morte per motivi religiosi. Il movimento di cui è leader crede che alcuni extraterrestri scientificamente avanzati abbiano creato la vita sulla Terra attraverso l'ingegneria genetica, ritiene che si possa raggiungere l'immortalità e pratica la libertà sessuale.
La donna è stata arrestata settimane fa nell'aeroporto di Istanbul, mentre cercava di lasciare il paese con documenti falsi. Subito dopo la scarcerazione avrebbe dovuto essere rimpatriata, ma ha avviato la procedura per la richiesta dell'asilo. «È una situazione molto complessa, perché la Turchia ha oggi rapporti ottimi con il governo iraniano», ha commentato al quotidiano turco Hurriyet, Hazhir Saeedi, presidente dell'Organizzazione internazionale dei rifugiati iraniani, con sede a Londra. Saeedi ha ricordato che, in base alle leggi della Repubblica Islamica, la realiana è colpevole di un crimine contro la religione islamica e quindi punibile con la morte.
In Turchia la questione è diventata un vero caso politico.
Necla Arat, parlamentare del principale partito di opposizione, il Chp, ha rivolto di recente un'interrogazione al ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu, chiedendo cosa intenda fare con la vicenda, visto che «la vita è il più importante dei diritti fondamentali». Saeedi ha ricordato che in passato la Turchia ha rimpatriato molti cittadini iraniani che hanno poi scontato pene molto pesanti, tra cui quella capitale, e per questo è stata oggetto delle invettive di molte organizzazioni per i diritti umani. «Il governo turco è firmatario di molte convenzioni internazionali e per questo deve evitare il rimpatrio», ha concluso l'attivista.