Irap, chi si è fidato di Burlando rischia di pagare la mora

Slitta a oggi, termine ultimo per versare la tassa, la risposta del governo sulla stangata fiscale per i conti in rosso della sanità

Paola Setti

Messaggio della Regione a tutti i contribuenti Irap: oggi, ultimo giorno utile per il versamento, mettetevi in ferie, occupate una postazione tattica alle poste, meglio quelle centrali che restano aperte anche di pomeriggio, e incollate l’orecchio a una radiolina. Due giorni fa il presidente Claudio Burlando aveva invitato le imprese ad aspettare ieri per pagare, perché ieri era il giorno della verità su quale aliquota pagare, 4.25 o 5.25. Ma ieri la verità è slittata a stamattina alle 10. Quindi non resta che aspettare.
Appena il governo avrà deciso se accettare o rigettare la manovra di copertura del deficit della sanità ligure, e appena lo avrà comunicato alla Regione, la Regione farà un comunicato agli organi di stampa. Il che, ovvio, non annulla le possibilità di sbagliare, e quindi di dover pagare il 30 per cento di interessi in più. Ieri al ritorno da Roma dei tecnici dall’incontro decisivo che decisivo non è stato, in piazza De Ferrari le braccia erano allargate. Erano partiti convinti che il governo avrebbe approvato il piano di rientro dei costi che copre il 2005 e lascia indietro il 2004. In effetti son tornati fiduciosi. Solo che il via, a meno di altri intoppi, arriverà soltanto oggi.
Ieri infatti il ministero dell’Economia non solo ha chiesto nuova documentazione alla Regione, e gli uffici si sono affrettati a inviarla via fax, ma ha anche comunicato di aver bisogno di un attestato in cui l’Istat dichiari che l’Arte non fa parte del perimetro della pubblica amministrazione. La partita è quella della dismissione del patrimonio delle Asl che farà recuperare 120 milioni di euro. Già il mese scorso i funzionari romani avevano storto il naso: «E se poi non riusciste a vendere?». Così, ieri la Regione ha spiegato che sarà Arte ad acquistare gli immobili, facendo così da garante. Ma il ministero vuole essere certo che l’agenzia territoriale non sia considerata ente pubblico, perché altrimenti sarebbe come se la Regione vendesse a se stessa. Paradosso nel paradosso, esiste già una circolare con la quale lo stesso ministero dell’Economia attesta che gli ex Iacp sono fuori dal perimetro dell’amministrazione pubblica, ma tant’è. Tanta pignoleria ieri ha fatto innervosire la giunta, ma nessuno s’è voluto sbilanciare. «Al tavolo sul patto della salute si dava quasi per scontato che la Liguria fosse salva dalla stangata fiscale - ha spiegato l’assessore alla Sanità Claudio Montaldo -. Ma fino a quando non avremo la risposta definitiva da Roma non potremo dire nulla di ufficiale».
E a proposito del patto della salute auspicato dal ministro della Sanità Livia Turco e gentilmente concesso dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa per «graziare» le Regioni inadempienti, il primo incontro tecnico di ieri pare non abbia dato risultati granché positivi. Il termine ultimo per vararlo è il 30 giugno, dopo di che le sei Regioni con i conti in rosso (Lazio, Campania, Molise, Liguria, Sicilia e Abruzzo) dovranno sottostare alla minacciata stangata fiscale su Irap e Irpef. La Liguria, spiegano in Regione, confida di riuscire a ottenere il via libera alla sua manovra Finanziaria già oggi, e di sganciarsi così dal «carrozzone» di chi può sperare solo nel patto sulla salute per scongiurare le tasse. Tanto più che gli uffici dell’assessorato al Bilancio ieri sono riusciti in un quasi-miracolo: ai conti del 2004, 317 milioni di scoperto, mancherebbero solo 41 milioni. 119 arriverebbero dalla Finanziaria 2006, che rinnova l’aumento delle tasse varato l’anno scorso. Altri 54 dalla Finanziaria 2005, e 103 dal debito che lo Stato ha con la Regione sugli Irccs, anche se nel rimborso dei soldi anticipati per gli istituti di ricerca credono in pochi.
Un primo incontro politico sul patto della salute è previsto oggi alle 17 tra i ministri dell’Economia Padoa-Schioppa, degli Affari regionali Linda Lanzillotta e l’ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni, guidato dal presidente Vasco Errani. Al centro dell’incontro la discussione sui piani di rientro dei disavanzi sanitari, sul prossimo Dpef e sulle richieste che avanzano le Regioni al Governo. L’incontro avviene anche in vista della prossima Conferenza Stato-Regioni, fissata per giovedì 22 giugno, alla quale è prevista la partecipazione, oltre che del ministro Padoa-Schioppa, anche del presidente del Consiglio Romano Prodi. Quanto alle beghe interne alla Regione, da segnalare che ieri a Roma è andato soltanto il direttore generale al Bilancio Giuseppe Profiti, in odor di promozione a segretario generale della Regione. Assente Domenico Crupi il direttore generale della Sanità, in procinto di lasciare il suo posto. Lui frena le dietrologie: «Avevo altri impegni a Genova».