Iraq, ancora bombe: 100 morti

Doppio attentato stamani a Bagdad nella zona sciita ha fatto una strage. 88 vittime e 168feriti. Nel pomeriggio una bomba è esplosa nel mercato di Baquba: 12morti. Ancora violenze alla vigilia dell'arrivo dei rinforzi americani

Bagdad - Ancora una giornata di sangue in Irak per tre attentati che hanno fatto almeno 100 morti e quasi 200 feriti. Due bombe sono esplose questa mattina in rapida successione nel centro di Baghdad, in una zona a maggioranza sciita, uccidendo 88 persone e ferendone altre 168, secondo le autorità ospedaliere e la polizia, ma il bilancio sta salendo di minuto in minuto. I feriti sono stati trasportati al vicino ospedale di al Kindi. Stando a quanto riferito dalla polizia, la prima bomba, nascosta in una borsa, è esplosa poco dopo mezzogiorno tra le bancarelle di rivenditori di dvd e vestiti usati nella zona di Bab al Sharqi, sulla riva Est del Tigri. L'esplosione è stata seguita poco dopo dalla deflagrazione di un'autobomba parcheggiata a pochi metri di distanza, causando, oltre alle vittime, anche ingenti danni a palazzi e auto parcheggiate nelle vicinanze. Si tratta del più sanguinoso attentato da quando sei giorni fa 70 persone morirono per una duplice autobomba all'uscita da un'università della capitale. In quell'occasione i feriti furono 110.

Terza bomba E nel pomeriggio ancora sangue per un altro attentato: una bomba è esplosa in una zona di mercato nei pressi di Baquba, a nord-est di Baghdad, causando almeno 12i morti e 29 feriti. Lo hanno reso noto fonti della polizia. L'ennesimo attentato è avvenuto mentre a Baghdad i soccorritori sono ancora all'opera nella zona del mercato di Haraj, dove stamane l'esplosione di due autobomba ha causato almeno 75 morti e oltre 150 feriti.

"Li prenderemo" La nuova ondata di attentati preoccupa il governo che non riesce a prendere il controllo della situazione come chiedono da tempo gli americani. Il primo ministro Nouri al-Maliki cerca di rassicurare la popolazione: «Condanno questo crimine e prometto che le forze di sicurezza individueranno e consegneranno alla giustizia tutti coloro che ne sono responsabili».

Soldati Usa Il presidente Usa George W. Bush sta inviando altri 21.500 soldati in Iraq per aiutare il governo a guida sciita a fermare gli squadroni della morte sciiti e gli insorti sunniti, accusati della spirale di violenza confessionale che minaccia di sfociare in aperta guerra civile. La maggior parte dei rinforzi - 17mila uomini - saranno dispiegati a Bagdad, dove i generali Usa sostengono che le precedenti offensive sono fallite perché c'erano pochi uomini in campo e perché il governo non è riuscito a reprimere le milizie sciite. Le esplosioni odierne giungono dopo un fine settimana particolarmente sanguinoso per le forze Usa in Iraq. Ventisette soldati sono morti nello schianto di un elicottero, in scontri con militanti e in ordigni esplosi per strada. Tutti tranne due sono stati uccisi sabato, nel terzo giorno per maggior numero di caduti da quando le truppe Usa hanno cominciato la guerra nel marzo 2003.