Iraq, attacco contro i cristiani: uccise 2 sorelle

Il blitz avvenuto alle prime luci del mattino nel centro di Mosul. Prima di fuggire, gli aggressori hanno piazzato una bomba che è
esplosa all’arrivo dei poliziotti, ferendone due.
Una delle sorelle lavorava negli uffici del governatore

Mosul - Lamia e Walaa Sbeih, due sorelle di nazionalità irachena e di religione cristiana, sono state uccise a Mosul nella loro abitazione, mentre la madre è stata ferita dagli aggressori.

Il brutale omicidio Gli uomini armati sono penetrati verso le 8 del mattino, ora locale, nella loro casa, situata nel quartiere Al Kahira, nel centro della città, nel nord dell’Iraq. Prima di fuggire, gli aggressori hanno piazzato una bomba che è esplosa all’arrivo dei poliziotti, ferendone due. Una delle sorelle lavorava negli uffici del governatore di Mosul, città situata a 370 chilometri a nord di Baghdad.

La fortezza di al Qaeda A lungo bastione di al Qaeda nel nord dell’Iraq, Mosul è considerata una delle città più pericolose del Paese, presidiata da 35mila tra soldati e poliziotti iracheni. Martedì, l’Alto commissariato Onu per i Rifugiati aveva annunciato che diverse centinaia di famiglie cristiane, fuggite da Mosul, avevano ricominciato a rientrare nelle loro case. Secondo le autorità irachene circa 2.275 famiglie avevano abbandonato casa e lavoro per rifugiarsi nei villaggi cristiani del nord e dell’est della provincia di Ninive, dopo l’assassinio a Mosul di una decina di persone nel giro di un paio di settimane. Prima dell’invasione americana nel marzo 2003, il numero dei cristiani in Iraq si aggirava sulle 800mila unità. Da allora circa 250mila hanno lasciato il paese.