Iraq, Bush sospende il ritiro dei soldati

Il presidente Usa segue la richiesta del generale Petraeus:
completare un ritiro limitato dei soldati entro luglio con un congelamento di 45
giorni dei 140mila militari prima di altri tagli

Washington - In Iraq le forze americane devono ancora fronteggiare "sfide serie e complesse" che impediscono ulteriori riduzioni del numero delle truppe a partire dal prossimo luglio. È quanto ha affermato George Bush nel discorso alla nazione con cui, come era stato anticipato, ha accolto la raccomandazione del comandante delle forze statunitensi in Iraq di sospendere a tempo indeterminato le riduzioni di truppe a partire dal prossimo luglio, quando si tornerà ai livelli precedenti all’invio di rinforzi.

Allo stesso tempo il presidente ha voluto difendere i progressi realizzati grazie alla strategia del surge: "abbiamo rivitalizzato e rinnovato la prospettiva del successo", sottolineando che "al Qeda sta sulla difensiva" ed ora "stiamo per infliggere un durissimo colpo". "C’è ancora molto lavoro da fare", ha poi aggiunto Bush che ha anche annunciato che, sempre dalla prossima estate, verrà ridotto da 15 a 12 mesi il periodo in cui i militari dovranno rimanere in missione all’estero. "La nostra nazione deve un ringraziamento speciale ai soldati ed alle famiglie che hanno sopportato queste missioni prolungate" ha detto Bush, che però è stato già criticato dalle associazioni dei veterani per il fatto che il provvedimento non sia valido per i soldati dispiegati in questo momento.