Iraq, esplodono due bombe a sud di Bagdad: 45 morti

Proseguono gli attentati in Iraq. Il numero di civili morti a gennaio ammonta a 1.971. Ma le cifre fornite dalle Nazioni Unite sono più ampie

Bagdad - È di 45 morti e 180 feriti il bilancio delle vittime causate da due esplosioni avvenute nell'affollato mercato nel centro di Hilla, 120 chilometri a sud di Bagdad. Lo riferiscono le forze di sicurezza irachene.

Colpi di mortaio Almeno sei persone sono morte e altre dieci sono rimaste ferite questa mattina a Bagdad quando una decina di colpi di mortaio si sono abbattuti sul quartiere Adamiya, a maggioranza sunnita, mentre una persona e morta e dieci altre sono rimaste ferite allo stesso modo nel quartiere Qudumiya, a maggioranza sciita. Lo hanno riferito fonti della sicurezza, notando che i colpi di mortaio contro la zona a maggioranza sciita sono stati sparati poco dopo che si erano udite le esplosioni ad Adamiya, dove nel ultimi quattro giorni, secondo fonti ospedaliere, almeno 30 persone sono state uccise e un centinaio di altre sono state ferite da colpi di mortaio sparati da zone sciite.

Tikrit Dieci persone sono morte e almeno altre 15 sono rimaste ferite questa mattina a Tikrit, circa 170 km ad Nord di Bagdad, in un attentato. Lo ha riferito l'emittente Tv al Arabiya precisando che l'attentato è stato compiuto davanti alla facoltà di giurisprudenza della locale università. L'esplosione è avvenuta prima dell'arrivo all'ateneo di Hamed Humud al Qaisi, governatore della provincia di Salaheddin, di cui Tikrit è capoluogo, che doveva sostenere un esame per diventare magistrato.

Record di civili morti a gennaio Il numero di civili morti nelle violenze in Iraq ha raggiunto un nuovo record a gennaio, secondo i dati diffusi oggi da un funzionario dell'Interno. Le statistiche, ritenute solo una fotografia parziale della situazione, mostrano che in gennaio sono morte per "terrorismo" 1.971 persone, in aumento, seppure di poco, rispetto al precedente dato di 1.930 registato nel dicembre 2006. Le cifre fornite dalla fonte del ministero dell'Interno non sono complessive. Le Nazioni Unite, che mettono insieme dati del ministero della Salute e dell'obitorio di Bagdad, parlano di 2.914 morti in dicembre, in calo rispetto ai 3.462 di novembre. Simili statistiche sono controverse in Iraq. L'ultimo bilancio fornito dall'Onu è stato definito esagerato dal governo iracheno. I militari Usa non forniscono cifre. Il bilancio del ministero dell'Interno si riferisce alle persone morte per "terrorismo", una categoria che potrebbe non includere parecchie delle decine di cadaveri non identificati trovati quotidianamente a Bagdad, in molti casi vittime delle squadre della morte confessionali. I dati, sempre per gennaio, parlano di 590 ribelli uccisi, il bilancio più alto da almeno un anno.