Iraq: il Provincial Reconstruction Team italiano porta i medici a Nassiriya

La squadra guidata dalla milanese Anna Prouse organizza nel Training center delicati interventi chirurgici con esperti venuti da tutto il mondo e corsi di formazione per medici e infermieri

Da due anni nel sud dell'Iraq lavora una task force alleata a guida italiana che si occupa della ricostruzione della provincia di Nassiriya, quella dove è avvenuto il tragico attentato contro i nostri militari. Il Provincial Reconstruction Team diretto dalla milanese Anna Prouse è composto da esperti nei vari settori, quasi tutti del nostro Paese ma anche inglesi e americani. E a livello internazionale ormai tutti riconoscono che è il PRT che in Iraq ha ottenuto finora risultati migliori. Lo dimostrano anche le iniziative realizzate in questi mesi in campo medico. La Prouse intende la ricostruzione non solo come strade, scuole, imprese e ponti da creare, ma innanzitutto come formazione e per questo nella base Usa di Tallil, dove gli italiani hanno anche il loro quartier generale, è stato creato un grande Training Center, dove si tengono corsi di ogni genere e anche per medici e infermieri. Per insegnare sono venuti specialisti dall'estero e hanno avuto a disposizione anche una moderna sala operatoria mobile, completamente attrezzata. Due missioni a Nassiriya sono state organizzate da Smile Train Italia e hanno avuto grande successo. Nel campo militare sono arrivati 18 tra medici e paramedici e prima di loro era stata inviata tutta l'attrezzatura necessaria per gli interventi previsti. Alcuni mesi fa, nella prima missione, sono stati effettuati 70 interventi su pazienti (soprattutto bambini) con palatoschisi e cheiloschisi. Per due casi piu' gravi è stato organizzato il trasporto in Italia. La seconda missione c'è stata a novembre e si è riusciti a realizzare addirittura 112 interventi. «L'organizzazione di Smile train- spiega Anna Prouse- ci è apparsa perfetta. E la cosa più importante è che questi medici e infermieri non solo hanno migliorato l'esistenza di tanti bambini, ma hanno insegnato ai medici locali come intervenire in operazioni di tale complessità. L'ultima volta sono arrivati pazienti per essere curati e medici per imparare da tutto il sud dell'Iraq e abbiamo effettuato uno screening accurato a ben 370 pazienti. Speriamo dunque di trovare fondi per altre missioni del genere». Il Provincial Reconstruction Team a guida italiana ha organizzato a Nassirya una serie di altre iniziative, invitando specialisti italiani e stranieri e nella sala operatoria mobile, quando non ci sono interventi, si fa continuamente training a infermieri e paramedici. Il nuovo progetto ideato dalla Prouse e dai suoi collaboratori (in particolare l'americano George Wess, che è un esperto nel campo), prevede di insegnare agli iracheni come fare protesi e si sta già costruendo un piccolo laboratorio a questo scopo. «Avremmo bisogno di aiuto - dice la Prouse, lanciando un appello- nel campo delle ustioni, perchè molte donne e bambini subiscono incidenti gravi a causa del kerosene che viene ancora utilizzato per il riscaldamento nelle case, e anche in campo dentistico. Qui da noi c'è molto da fare». Nei mesi scorsi per effettuare interventi agli occhi è arrivato un un medico americano, Wallace, che la Prouse ha conosciuto negli Stati Uniti e ha convinto a venire in missione in Iraq a titolo volontario. In soli 5 giorni ha fatto 20 interventi, soprattutto su pazienti giovani. «Alla fine - racconta la Prouse- ha ammesso che il livello nel suo campo dei medici locali è strabiliante e che in una prossima occasione potremo puntare sulle specializzazioni». Sembra che la missione più «avventurosa» sia stata quella per intervenire su pazienti affetti da nanismo. Tutto è nato dalla trasmissione televisiva "Small Children Big World", un reality show famoso negli USA che ha come protagonista una famiglia di nani. La star dello show ha individuato due bambini affetti da una forma particolare di nanismo a Baghdad, è andata a trovarli e ha deciso di portare un ortopedico americano per effettuare due interventi di rara complessità. Sembra, però, che a Baghdad nessuno abbia fornito l'aiuto necessario e così Anna Prouse si è messa in contatto, offrendo la possibilita' di organizzare tutto nella provincia di Nassirya. Invito accettato, ma l'ortopedico e l'anestesista sono arrivati a mani vuote e si è dovuti correre ai ripari per rimediare tutta l'attrezzatura necessaria, con l'aiuto di un medico iracheno di Baghdad. Gli interventi sui due bambini della capitale irachena sono durati rispettivamente 6 e 9 ore e sono andati bene. Sono stati operati anche tre bambini (due femmine e un maschietto) di Nassiriya.