Iraq, tre autobombe a Bagdad: 20 morti

I ribelli hanno intensificato l'azione di guerriglia nonostante le
imponenti misure di sicurezza messe in atto dal governo Al Maliki con il sostegno
degli Stati Uniti

Bagdad - Sono almeno 20 i morti e 35 i feriti negli attentati avvenuti in Iraq ad opera della guerriglia, tre dei quali nella capitale Bagdad, dove è in atto il nuovo piano di sicurezza. Un attentatore, con indosso una cintura esplosiva, si è fatto saltare all'interno di una tenda dove si stava svolgendo una cerimonia funebre, provocando la morte di sette persone ed il ferimento di altre 14. Almeno cinque persone sono morte ed altre sette sono rimaste ferite nell'esplosione di un'autobomba avvenuta in un mercato di Dora, quartiere meridionale di Bagdad a maggioranza sciita. Poco prima un'altra autobomba era esplosa nel quartiere di Sadiyah, provocando almeno 6 morti e 14 feriti. Dall'inizio dell'applicazione del nuovo piano di sicurezza nella capitale, domenica scorsa, sono almeno 100 le vittime degli attentati della guerriglia. Almeno due civili iracheni sono morti nell'esplosione di un'autocisterna nei pressi della località settentrionale di Taji; il veicolo è stato investito dallo scoppio di un ordigno collocato sul ciglio di una strada. L'autocisterna trasportava una sostanza a base di acido cloridrico e 150 persone sono state ricoverate in ospedale con possibili sintomi di intossicazione, secondo quanto reso noto da fonti ospedaliere irachene. Gli esperti stanno analizzando quanto rimane del combustibile trasportato dall'autocisterna ed effettuando test di contaminazione dell'aria.


Mogadiscio, colpi di mortaio: 12 morti Almeno 12 persone sono morte e una trentina di altre sono state ferite da colpi di mortaio esplosi nella notte a Mogadiscio, riferisce l'agenzia missionaria Misna, citando fonti del governo di transizione somalo. I colpi di mortaio, sparati da uomini armati non identificati, sono esplosi nei quartieri che ospitano il ministero della Difesa, la sede della presidenza e l'ospedale militare. Secondo l'emittente di Mogadiscio radio Shabelle, che fornisce un bilancio di 10 morti, un primo scambio di colpi d'arma da fuoco pesante fra un gruppo non identificato e le truppe somale appoggiate da soldati etiopi è avvenuto alle 19.30 di ieri sera, seguito da un secondo alle 2 del mattino. La stessa emittente riferisce che molti civili hanno iniziato questa mattina ad abbandonare Mogadiscio in direzione di Merca, un centinaio di chilometri più a sud, nella provincia di Lower Shabelle.Fonti ospedaliere spiegano che le intense sparatorie hanno impedito la scorsa notte il ricovero di molti feriti, alcuni dei quali giunti solo questa mattina all'ospedale Medina. Il vice ministro della Difesa Salad Ali Jalad ha intanto negato che le sue truppe abbiano sparato contro i civili.