Irene Bignardi lascia Locarno: «Non voglio morire in scena»

«Non c’è nessun mistero, voglio solo godermi un po’ di riposo», dice la giornalista-scrittrice

Pedro Armocida

da Roma

Si respirava un clima surreale ieri sera all’ambasciata svizzera di Roma al cocktail di presentazione del Festival di Locarno, che celebrerà la sua edizione numero 58 dal 3 al 13 agosto prossimi. Perché più che parlare del festival, tutta l’attenzione si è concentrata sulla notizia delle premature dimissioni del direttore Irene Bignardi da cinque anni al timone di uno dei festival internazionali più prestigiosi. La Bignardi pochi giorni fa ha comunicato la sua dipartita da Locarno. Il motivo? «Non c'è nessun mistero, né grandi conflitti ­ dice - vorrei solo avere un momento di riposo. Con rammarico, ma convinta anche delle ragioni della mia scelta, che sono personali, ho rassegnato le dimissioni». Dove le questioni personali sembrano ridursi a importanti problemi psico-fisici: «Nessuno vuole credermi ma io desidero riprendermi la mia vita, non posso continuare a salire su quattro aerei al giorno. Non voglio morire in scena come Molière. Ho una fastidiosa ernia del disco e già una volta mi è capitato di avere un blocco in aeroporto». Quindi, messi da parte inesistenti retroscena fantapolitici (s’è anche parlato del suo rifiuto di proiettare Submission, il controverso film di Theo Van Gogh) sembra che la Bignardi lasci un «posto di potere», come lei ama chiamarlo, in completa sintonia col festival stesso. Eccezion fatta per il suo presidente Marco Solari (già impegnato con Tiziana Mona e Federico Jolli a cercare un nuovo direttore), con cui la Bignardi ammette di aver spesso discusso: «Io non ero d’accordo ma è stato lui a voler diffondere il comunicato delle mie dimissioni prima dello svolgimento del festival». Ma è anche vero che Solari si è visto costretto ad anticipare i tempi perché, continua la Bignardi, «nella beneducata svizzera ci sono molti pettegoli. Così la voce si era ormai sparsa e non abbiamo fatto che confermarla».
Nel futuro della Bignardi sembra non esserci la direzione di altri festival come quello, ancora tutto in fieri, della Capitale, mentre tornerà a Venezia ­ aerei permettendo - per riprendere l’insegnamento all’università.