Irene Pivetti: «Basta sfilate di politici D’ora in poi siamo Liberitutti»

Domani il nuovo talk show: «Santoro? Comportamento inaccettabile»

Paolo Scotti

da Roma

Se ogni riccio corrisponde a un grillo per la testa, si capisce che Irene Pivetti abbia tanti progetti in mente. Al posto del taglio tattico di una stagione fa, l’ex presidente della Camera sfoggia oggi una vulcanica capigliatura ricciuta: segno esteriore di una voglia di fare senza requie. «So che i palinsesti sono intasati da programmi di approfondimento - ammette -, ma il nostro sarà diverso. Si capisce dal titolo: non parleremo solo di politica. Ma anche di cronaca, costume, economia, spettacolo».
Si capisce, insomma, che Liberitutti - in onda da domani ogni venerdì in seconda serata su Rete 4 - sarà un ennesimo talk show giornalistico...
«No, no, no: di un’altra news politica non si sentiva affatto il bisogno. Siamo partiti con un mese di ritardo proprio per questo: noi ci sentiamo “liberi” di occuparci di “tutto” ciò che può interessare la gente».
A cominciare da?
«Dal tema delle adozioni. Legato alle elezioni in Liberia, perdute dal calciatore Weah. La nostra era l’unica troupe occidentale presente».
Quali saranno le caratteristiche del nuovo programma?
«Molti servizi esterni, pochi ospiti, pochi politici, nessun opinionista. Li trovo noiosi e vanitosi. A loro preferisco chi del problema ha esperienza diretta».
Ma fra Vespa e Mentana (del quale sarà diretta concorrente) lei chi preferisce?
«Vespa è nato per fare salotto: ci sguazza come nel brodo suo. Mentana ha avuto coraggio a sfidarlo, ma credo stia ancora cercando la propria formula».
Politica e tv: lei è stata una pioniera. Che cosa pensa di Fassino che va a C’è posta per te?
«Che ha fatto benissimo. È un politico senza la puzza sotto al naso: sa che Maria De Filippi fa il 30 per cento di share, e lui è andato a cercare quel 30 per cento di telespettatori. E poi cos’è questo moralismo? C’è andato per abbracciare una sua vecchia tata, mica per mostrare le cosce».
Difende la categoria dei politici e il mondo della televisione in un sol colpo...
«Con la politica ho chiuso definitivamente. Ho fatto il mio bravo esamino di stato per diventare giornalista, e mi occupo anche di spettacolo, come dimostra Bisturi con Platinette, da tanti criticatissimo, ma che io non rinnego affatto. Passare dalla politica alla televisione non significa essere perbenisti».
E di Michele Santoro che cosa pensa?
«Da ex parlamentare trovo inaccettabile e oltraggioso per i cittadini che uno dica “mollo il Parlamento europeo perché ho vinto la causa con la Rai e torno a fare il giornalista”».
Oggi a casa Pivetti chi è più famosa, Irene o Veronica?
«A casa Pivetti non si sono mai fatte classifiche del genere. Ma Veronica sta raccogliendo un successo che ha stra-meritato».