Iride 51% pubblico. Genova sì, Torino no

Lo statuto della nuova società frutto della fusione Iride-Enia dovrà precisare che il capitale sociale deve essere detenuto in modo «rilevante» e comunque non inferiore al 51% dagli enti pubblici: è il senso dell’emendamento deliberato ieri dalla giunta comunale di Genova che, come spiegato dal sindaco Marta Vincenzi, «è una condizione imprescindibile per la fusione». La decisione pone ora una serie di questioni. Entro il 28 aprile infatti, i Comuni di Genova e Torino dovranno arrivare con una posizione «omogenea», dopo il passaggio in consiglio comunale.
Ma Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, non sembra affatto favorevole all’idea di Marta.