Irisbus, si profila una soluzione cinese per salvare l’impianto irpino

Dopo novanta giorni di sciopero, cominciati con l’annuncio della Fiat di dismettere le attività produttive dello stabilimento, per i quasi 700 dipendenti della Irisbus di Valle Ufita (Avellino) si aprono concreti spiragli per salvare i posti di lavoro continuando a produrre, unico impianto italiano, autobus urbani ed extraurbani. La notizia delle ultime ore, che apre a un cauto ottimismo, è quella della disponibilità manifestata dall’amministratore delegato di Fiat Industrial, Alfredo Altavilla, a valutare la manifestazione di interesse della Dfm, la corporation cinese Dongfeng che attraverso la Amsia Motor ha formalizzato la richiesta di rilevare il sito nato in Irpinia nel 1978, per continuare a produrre autobus mantenendo gli attuali livelli di occupazione. L’incontro tra gli emissari del colosso cinese, che con 50mila dipendenti ha interessi in Canada, Arabia Saudita e Usa, e i vertici di Fiat Industrial, potrebbe tenersi già nei prossimi giorni.