Irisbus, soluzione italiana per città più «verdi»

da Avellino

Nello stabilimento di Valle Ufita, nell’Avellinese, un impianto moderno con linee produttive che hanno richiesto un investimento di 350 milioni, il management di Irisbus (Iveco) in occasione del lancio sul mercato europeo della gamma Citelis ha evidenziato il plus della tecnologia più avanzata nella progettazione dei motori diesel e a metano, in grado oggi di abbattere sensibilmente i livelli di emissioni. Solo di CO2, la quantità prodotta allo scarico di un propulsore Cursor 8 di ultima generazione è di quasi 20 volte inferiore a quella di un Euro 3.
Il parco circolante italiano di veicoli per il trasporto delle persone, stimato in 38mila unità, è il più vecchio nell’Europa non allargata: l’età media è di 10-11 anni. Il 64%, oltre 24mila mezzi, è il più datato e costituisce un’autentica «bomba ecologica», soprattutto nelle aree urbane. Si pensi che un bus Euro 0 del ’90 ha un impatto ambientale pari a 17 bus Euro 4, 5 o EEV (questi ultimi dotati di filtro a particelle per il post-trattamento dei gas di scarico). E nonostante la effettiva disponibilità di Irisbus nel contribuire in modo decisivo al miglioramento della qualità dell’aria nelle grandi città, la domanda di veicoli per il trasporto pubblico nei primi cinque mesi 2007 è risultata in calo del 59,1% rispetto a un anno fa, segno che mancano all’appello i finanziamenti degli enti locali necessari per l’acquisto.
Per il Citelis, assemblato a Valle Ufita (e non solo), sono comunque in lista d’attesa più di 2mila ordini e presto vedremo circolare questo bus anche a Reykiavik (Islanda), Salonicco (Grecia), Timisoara (Romania) e Riga (Lettonia).