In Irlanda la crisi non lascia scampo nemmeno ai cavalli

Migliaia di esemplari abbandonati dai proprietari nelle campagne

I cavalli, sono le vittime a quattro zampe del tracollo economico dell’Irlanda, paese con la più alta densità equina di tutto il continente europeo.
Una crisi che colpito tutti: la disoccupazione è raddoppiata, il credito è andato in tilt provocando il blocco delle imprese, licenziamenti, tagli delle retribuzioni, riduzioni dei sussidi per i figli più piccoli. Adesso almeno ventimila cavalli scorrazzano nelle campagne irlandesi, affamati e malati. L'elevata difficoltà economica spinge gli irlandesi a liberarsi del superfluo; tra gli “oggetti” di cui sbarazzarsi velocemente ci sono anche i cavalli, diventati zavorra troppo pesante.

La denuncia è della ISPCA (Irish Society forthrPreventionofCruelty on animals). Molti irlandesi negli anni del boom 2001/2006 si erano comprati un cavallo, ora con la crisi aumentano gli abbandoni nelle strade, nelle campagne.

Solo nella discarica Dunsink, nella contea di Dublino Nord, vagano tra i rifiuti più di cento cavalli denutriti, con le criniere arruffate. Il prezzo della libertà per questi cavalli, accuditi e sfamati in una stalla sin dalla nascita e destinati all'equitazione e alle passeggiate campestri, sembrerebbe essere la morte.

Il numero dei cavalli abbandonati è aumentato dell’80%. Solo a Dublino 45 nel 2008, 106 nel 2009. Molti cavalli, invece, sono finiti in bistecche: 822 nel 2008, 3163 nel 2009. Non sono ancora noti i tristi dati relativi al 2010.

La DSPCA ha così lanciato un appello mondiale: stimolare un’azione del governo irlandese, con lettere e telefonate, affinché anche la crisi equina venga risolta il più rapidamente possibile, per salvare questi fantastici animali dalla morte crudele della fame o dell’abbattimento.

La replica del governo non si è fatta aspettare troppo. Quasi 450 milioni di euro sono stati stanziati in via straordinaria, nel quadro di un preciso piano di aiuti allo sviluppo rurale, a sostegno del mondo equestre: allevatori, proprietari di circoli ippici, organizzatori di eventi.

Il presidente dell'ISPCA (Irish Society for the PreventionofCrueltyofAnimals), la signora Barbara Bent, ha sottolineato un altro aspetto da non trascurare in questa situazione di emergenza: i casi di violenza gratuita intenzionale sui cavalli abbandonati da parte della popolazione irlandese. Molte volte gli animali vengono picchiati, feriti, investiti. "Un cavallo è stato abbattuto perché aveva riportato delle lesioni gravi dopo che alcuni giovani avevano tentato di bruciarlo vivo per puro divertimento", dichiara la Bert.

Eleonora Origgi
Redazione Il Portale del Cavallo