Irlanda e prezzi oggi al vertice Ue

dal nostro inviato a Strasburgo

Che abbiano deciso di fare sul serio? Il consueto summit di fine giugno tra capi di Stato e di governo dei 27 paesi Ue, rompe la tradizione con l'annuncio di un ospite eccellente: il presidente della Bce Claude Trichet. L’invito del presidente del semestre, il premier sloveno Janez Jansa, parla di appuntamento legato all'ingresso della Slovacchia nell'euro, dal 1º gennaio. Ma il fatto che tanto Jansa a Lubiana che Barroso a Bruxelles, abbiano entrambi ieri pestato i piedi sulla necessità di «fare qualcosa» e in fretta in tema di prezzi petroliferi e di materie agricole la dice lunga. Nè Trichet potrà evitare richieste di chiarimento da parte di Sarkozy Merkel o Berlusconi che non fanno mistero di non apprezzare l'aumento dei tassi messo in preventivo dalla Bce per luglio.
Insomma, gli interlocutori per un chiarimento ci sarebbero tutti - a cominciare dal taoiseach irlandese Brian Owen cui Jansa intende chiedere «di spiegare i motivi del no dell'Eire al trattato di Lisbona» - e la volontà politica di uscire dalle secche istituzionali ed economiche, anche. Bisognerà però vedere se convergeranno poi, nella due giorni della capitale belga, anche le volontà politiche dei 27. Perché è un fatto - come ha ricordato ieri polemicamente Barroso a Bruxelles - che «è troppo facile prendere la commissione come capro espiatorio di responsabilità dei governi!». Non è andato giù leggero Barroso, parlando all’ Europarlamento. «Sono stufo di gente che si lamenta delle istituzioni Ue dal lunedì al sabato e poi aspettarsi che i propri cittadini dicano di sì alla domenica! Provate a fare dei referendum nazionali sulle politiche dei singoli paesi e vediamo che risultato uscirà!».