Irlandesi uccise, Vernarelli: "Arrestatemi subito"

Il giovane, secondo quanto riferito da suo padre, avrebbe espresso il desiderio di essere subito messo in cella. Intanto la procura di Roma ha chiesto la
convalida dell’arresto e la
custodia cautelare in carcere. Il gip decide domani

Roma - "Arrestatemi subito". È la richiesta che Friederich Vernarelli, il giovane che ha investito e ucciso con un’auto due turiste irlandesi ieri notte a Roma, ha fatto al padre, chiedendo ai magistrati di essere portato in carcere. Lo ha reso noto il genitore. La procura di Roma intanto ha chiesto la convalida dell’arresto e l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il giovane. Il genitore, Roberto Vernarelli, tra le lacrime ha detto che il figlio - agli arresti domiciliari e che da ieri continua a ripetere di volersi uccidere - dopo questa richiesta ed aver parlato a lungo con lui, ha preso un sedativo e si è addormentato. "Sono orgoglioso di questa scelta di mio figlio - ha detto il padre, ex presidente del XVII Municipio ed ex funzionario della polizia municipale di Roma - Abbiamo parlato a lungo di questa vicenda. Gli ho detto di prendersi con coraggio le sue responsabilità, di non fuggire, di non trovare con il suo avvocato cavilli giuridici per diminuire la sua colpa. E in un mondo in cui tutti scappano, pagare quello che ha fatto e sconatre la pena. Ed allora mi ha detto: 'Papà, fa sapere ai magistrati di portarmi subito in carcere'".

La richiesta del pm Alla base della richiesta della misura più grave, avanzata dal pm Andrea Mosca e depositata al gip, la prova dello stato di ubriachezza risultato elevato, il comportamento complessivo dell’indagato, la sua pericolosità sociale e il conseguente rischio di reiterare il reato. Il magistrato si è basato anche sull’informativa dei vigili urbani consegnata oggi e nella quale si descrive la dinamica dei fatti.

Il padre: "Mio figlio deve pagare" "Mio figlio ha fatto un errore gravissimo, troppo grave: deve pagare fino, all’ultimo", ha affermato Roberto Vernarelli, padre di Friederich, fermandosi a parlare con i cronisti sotto la sua abitazione nel quartiere Prati. "Friederich è un ragazzo normalissimo, martedì sera abbiamo mangiato una pizza insieme e poi è uscito, come fanno tutti i ragazzi della sua età - ha raccontato - non so davvero cosa sia successo, chi abbia incontrato: non so ancora darmi spiegazioni a quanto è accaduto".

Il dolore delle famiglie Sono sotto choc le famiglie delle due ragazze irlandesi travolte e uccise da Frederich Vernarelli a Roma nell’incidente stradale avvenuto alle prime ore di ieri. Secondo quanto riferisce la stampa locale, i familiari di Mary Clare Collins, una delle due giovani vittime, hanno visto l’intera piccola comunità rurale di Ballintubbert, nel cuore dell’Irlanda, stringersi attorno a loro da quando è arrivata la terribile notizia. Il padre Kevin, insegnante di scienze nel paesino di Athby, ha definito la vicenda "il peggior incubo che possa capitare". Lui e sua moglie Patricia hanno altri due figli, un maschio e una femmina. Mary Clare viveva a Dublino, dove lavorava come tecnica di laboratorio. La sua ex insegnante la descrive come una ragazza "quieta e gentile, una ragazza meravigliosa". Stessa solidarietà della comunità locale alla periferia di Limerick per la famiglia dell’altra ragazza uccisa, Elizabeth Gubbins: Mary Clare era la sua compagna d’appartamento durante l’università. Elizabeth era la seconda più giovane di quattro figli. Suo fratello David vive in America, e ora sta tornando per partecipare al funerale, quando sarà possibile celebrarlo. Il prete della locale parrocchia di Castleconnell, padre Brendan Kyne, ha detto che è l’intera comunità, dove i Gubbins sono molto conosciuti e stimati, a essere rattristata: "È l’incubo peggiore di ogni genitore, perdere un figlio. Questa famiglia è molto conosciuta, e avrà un grande sostegno che speriamo li aiuti ad andare avanti in questo periodo".