Irlandesi uccise, "Vernarelli non era alla guida"

La denuncia del padre e dei legali dopo le indagini difensive: "Friedrich non guidava la notte del 17 marzo quando furono investite e uccise Elizabeth Anne Gubbins e May Clare Collins sul lungotevere Altoviti. Con lui c'erano due inglesi". La procura aveva chiesto il giudizio immediato

Roma - Friedrich Vernarelli non era alla guida dell’auto che tra il 17 e il 18 marzo scorso investì e uccise due ragazze irlandesi, sul lungotevere Altoviti. A fare la rivelazione il padre dell’indagato e i suoi legali che annunciano per venerdì una conferenza stampa in cui presenteranno il risultato delle indagini difensive svolte negli ultimi mesi. L’incontro per la presentazione delle nuove prove e per la consegna di documentazione attestante le "importanti novità" è previsto tra due giorni.

Giudizio immediato Nei confronti di Vernarelli, 32 anni, la procura, nel maggio scorso, ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per l’indagato, che rimane in carcere a Regina Coeli, in isolamento, ed è accusato di duplice omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebrezza. L’udienza, in tribunale, è stata fissata per il 30 settembre prossimo. Le vittime dell’incidente furono Elizabeth Anne Gubbins e Mary Clare Collins, di 28 e 29 anni. Rientravano in albergo dopo aver festeggiato, con alcuni connazionali, il giorno di San Patrizio, patrono dell’Irlanda. In un interrogatorio Vernarelli disse di aver passato la serata del 17 marzo insieme con due inglesi, conosciuti in un pub di San Lorenzo. I ragazzi erano con lui al momento dell’impatto, ma si diedero alla fuga subito dopo lo scontro.

La tetsimonianza di un americano Il padre elenca le prove: "C’è la traduzione della testimonianza giurata in tribunale del testimone dell’incidente, un americano, consegnata al tribunale alla fine di luglio; lui già all’epoca aveva detto che non era stato Friedrich ma lo avevano ignorato, in seguito ha confermato ciò che aveva detto. È nella documentazione anche il verbale delle dichiarazioni rese dall’americano all’epoca. Poi ci sono le testimonianze dei periti di parte e del perito del tribunale. E ci sono anche alcune foto di Friedrich; quelle pubblicate sono state prese da un video su YouTube di tre anni fa che non c’entra nulla con l’incidente".