Ironia, classe, romanticismo inglese Così la Hathaway fa Jane Austen

Jane Austen è una scrittrice dimenticata, solo il cinema le ha dato un certo rilievo. Ha raccontato lo stile di vita dell’alta borghesia. Dialoghi frizzanti, ironia, equivoci amorosi in un «tourbillon d’amour», disturbato dall’ipocrisia imperante. Il biografico Becoming Jane è diligente, elegante con temperato compiacimento. Si avvale di interpreti di valore e la giovane Anne Hathaway si destreggia con intensità nel ruolo della Austen, che vive il suo unico grande amore per il giovane Tom Lefroy (James McAvoy), sfrontato ma di animo romantico, come richiesto dal personaggio di Jane. La campagna inglese fa da contorno alla vicenda, in controtendenza rispetto agli invasivi stereotipi da videogame. Tutti ingessati e esclusi dalla storia, i personaggi sono estenuati dai baciamano, dagli inchini, dagli «Oh mio Dio!» accentuando la diversità della protagonista.

BECOMING JANE (Usa/Gb – 2007) di Julian Jarrold, con Anne Hathaway. 115 minuti