Irpef? Colpa di Letizia Ma sui conti la giunta gioca a nascondino

Da una parte c’è Bruno Tabacci, che vuol far pagare ai milanesi l’Irpef «per colpa del buco ereditato da Letizia Moratti» e per mantenere i conti in equilibrio anche se il 5 settembre quando si chiuderà la gara «la vendita di Serravalle sarò un buco nell’acqua». L’ex sindaco aveva destinato 90 milioni alle spese correnti da questa operazione. Ma aveva previsto anche un «piano b di rientro», come il congelamento di spese, dismissioni con il fondo immobiliare 1, valorizzazione della Galleria. La versione dell’ex assessore al Bilancio, Giacomo Beretta. Pdl e Lega ha chiesto per giorni di metterle a confronto in commissione, ma Tabacci ieri ha chiarito: «Non siamo in un talk show, non ci sto». Peccato che il centrodestra non sia riuscito a portare in audizione nemmeno i revisori dei conti che «di quel piano erano bene a conoscenza - fa presente il Pdl Gallera - la sinistra li nasconde perchè chiarirebbero che l’Irpef non è necessario e la giunta non può legarlo alla vendita di Serravalle, perchè esistono altre strade per recuperare i fondi». Dai revisori (per ora) arriva solo il parere positivo sulla variazione di bilancio redatta da Tabacci. «La sinsitra copre le carte dei conti e nasconde i revisori come gli oracoli» afferma il leghista Morelli. L’opposizione ha pronte centinaia di emendamenti e pretende la presenza oggi in aula, dove inizia la maratona Irpef. L’esenzione salirà a 33.500 euro. Dopo una settimana , si sveglia anche la Cgil: «Sbagliato far pagare l’Irpef e aumentare il tram».