Irpinia, terra di vino di cultura

Cultura e vino sono praticamente sinonimi. Per questo oggi invece di parlarvi di una singola cantina vi propongo un viaggio in una terra bellissima, l'Irpinia, che è famosa per il vino (l'altero Taurasi da uve Aglianico, il magnifico Fiano, il sapido Greco di Tufo) ma in questo periodo dell'anno e fino a tutto gennaio propone molte suggestioni culturali grazie alla rassegna Irpinia Madre Contemporanea, con eventi diffusi in tutto il territorio. Come la mostra dell'artista Nunzio Di Stefano, fino al 31 gennaio alla Pinacoteca di Arte Contemporanea di Teora. Come la mostra fotografica Irpinia Madre Contemporanea a cura di Alessandro Rossellini, fino al 30 gennaio 2017 al Castello Ruspoli di Torella dei Lombardi. E per tutto il primo mese del 2017 molti eventi: la suggestiva Notte dei Falò (14-15 gennaio) nel centro storico di Nusco, che reinterpreta in chiave moderna una tradizione etnica e contadina e il 28 gennaio a Teora Peppe Barra in «Sud e magia», con l'accompagnamento musicale del Notturno Concertante.

E il vino? Riassume l'identità di una terra aspra e accogliente, lontana dall'idea di Campania da cartolina napoletana che si ha al Nord. La rassegna è così l'occasione perfetta per visitare alcune delle cantine mene note ma che producono magnifici vini. Antonio Caggiano ad esempio, che sta a Taurasi, nel cuore della docg di uno dei grandi rossi meridionali. Luigi Tecce (nella foto) di Paternopoli, che appartiene ai vignaioli «triple A» (Agricoltori, Artigiani, Artisti) e coltiva la vigna come un giardino (cercate - e non è facile - il suo Taurasi Poliphemo). Di Salvatore Molettieri, contadino gentiluomo di Montemarano, consigliamo il Taurasi Cinque Querce. E un bianco? Il Greco di Tufo delle Cantine Di Marzo che si trova appunto nel paese di Tufo. E anche la cultura sarà più buona.