Irregolari, corsia speciale per colf e badanti

I ministri Carfagna e Maroni chiedono un trattamento ad hoc per i
clandestini con un lavoro: "Il loro ruolo è di forte impatto sociale". E il responsabile del Viminale conferma: "Nessuna sanatoria ma fermezza perché la gente ha paura"

da Roma

Salvare le badanti. Ma anche i lavoratori e le lavoratrici domestiche, quelle figure ormai indispensabili per l’assistenza agli anziani e ai bambini. La politica dell’immigrazione del governo, hanno spiegato fin nei primi giorni i ministri competenti, sarà rigorosa con chi delinque e aiuterà i più deboli. Polso duro da una parte e valutazione del contesto sociale dall’altra. Ieri lo hanno ribadito tre ministri: Roberto Maroni dell’Interno, Mara Carfagna per le Pari opportunità e Gianfranco Rotondi, ministro dell’Attuazione del programma.
La lotta alla clandestinità è l’obbiettivo numero uno del pacchetto sicurezza che verrà presentato mercoledì in Consiglio dei ministri a Napoli, ma è ormai consolidata nel governo l’idea di non penalizzare alcune figure fondamentali per l’assistenza nel nostro Paese. E questo non per rispondere alla Spagna, ma per un’opinione condivisa da tutta la squadra di governo.
Il governo Berlusconi deve valutare la gestione di circa 500mila immigrati non regolari che non sono entrati nel decreto flussi 2007 varato dall’esecutivo Prodi. In pratica si tratta di extracomunitari con nome e cognome, clandestini dichiarati, rimasti fuori dalla regolarizzazione. Su questa lista bisognerà compiere un attento lavoro di verifica e tutelare proprio quelle figure professisonali senza le quali «l’Italia vivrebbe un dramma socioassistenziale», come ha dichiarato ieri il ministro Mara Carfagna in una nota a difesa delle badanti. Perché l’Italia è paese di anziani ma anche di chi li assiste. I posti del decreto flussi erano 170mila, di cui 65mila per colf e badanti. Il numero di questi lavoratori esclusi dalla regolarizzazione sarebbe altissimo.
Le soluzioni potevano essere espulsioni per tutti o regolarizzazione di massa, ma Maroni ieri ha spiegato la strada: «Non ci può essere sanatoria per chi è entrato irregolarmente, ma terremo conto naturalmente di quelle situazioni che hanno un forte impatto sociale, come il caso delle badanti». Non ci sarà sanatoria, perché la maxiregolarizzazione «appartiene alla stessa famiglia dell’indulto e noi siamo contrari all’indulto e alle sanatorie indiscriminate».
«Fermezza» per prevenire «la paura e la rabbia», come ha ripetuto Maroni in questi giorni, non significa «mettere sullo stesso piano chi viene per commettere reati, chi violenta una donna o rapina una villa e chi viene e svolge un compito sociale importante, come quello delle badanti: quindi distingueremo».
Si distinguerà tra chi «delinque», nei confronti del quale il governo avrà «un pungo di ferro», ha concordato anche il ministro Rotondi, da lavoratori stranieri che hanno «un importante impatto sociale: a loro bisogna guardare con un’attenzione diversa perché rappresentano una risorsa per l’Italia». Tanto che anche durante la discussione sull’introduzione del reato d'immigrazione clandestina, da tutti e cinque i ministri che si stanno occupando del «pacchetto sicurezza» è stato precisato che si sarebbe cercata una norma cosiddetta «salvabadanti». La strada per trovare misure di deterrenza sarebbe quella di inasprire alcune sanzioni penali per i clandestini che delinquono, con un provvedimento da inserire subito nel decreto legge. In un disegno di legge potrebbe invece rientrare l’arresto in caso di recidiva, cioè il ritorno sul territorio italiano da parte del clandestino dopo l’espulsione. Questa norma era già contenuta nella legge Bossi-Fini ma era stata respinta dalla Corte costituzionale.