Irregolarità al concorso per notai: bufera in Parlamento

Per la prima volta è bufera su una delle professioni più «pesanti» e discusse della Repubblica. La terza giornata di prove, che si svolgeva alla Fiera di Roma con circa 3.300 partecipanti per 200 posti, è stata sospesa per motivi di ordine pubblico dopo una vera e propria sollevazione di numerosi candidati, soprattutto del Nord, indignati per il fatto che la traccia sulla redazione di un testamento fosse quella sulla quale si erano esercitati, tre settimane fa, gli aspiranti notai nel corso di una esercitazione svoltasi nella scuola del Consiglio notarile di Roma «Anselmo Anselmi». E mentre il ministro della Giustizia Angelino Alfano prende tempo rinviando ogni decisione a dopo il ponte di Ognissanti e aspettando il verbale per decidere se annullare tutto il concorso o solo la prova contestata, la querelle arriva in Parlamento. Tra proteste, rimbrotti e accuse, la questione ha avuto infatti un immediato risvolto politico con la Lega e l’Udc che chiedono che il ministro Alfano chiarisca in parlamento la vicenda. La Lega, poi, personalizza la protesta attaccando la logica tutta « romana» dei concorsi. È l’ex Guardasigilli, Roberto Castelli a notare, dopo aver raccolto all’aeroporto le lamentele dei partecipanti del Nord che «tutti i commissari erano notai da Roma in giù, senza alcun rappresentante della categoria al Nord». «Bisogna che il Ministro Alfano faccia immediatamente chiarezza su questa delicata vicenda», ha detto. .