"Irregolarità nella votazione su Papa"

E' polemica sulle modalità con le quali si è svolta la votazione in Aula. Franceschini ieri aveva dichiarato: "I deputati del Pd renderanno palese il loro voto con un accorgimento tecnico che il nostro sistema consente". Ma il capogruppo Pdl Cicchitto non ci sta: "Questa frase è la testimonianza più palese che il voto segreto è stato violato e ci sarebbero tutti gli estremi per l’invalidazione del voto di ieri". Fini: nessuna irregolarità

Roma - Il Pdl contesta le modalità con il quale si è svolto ieri il voto segreto nell’aula della Camera sulla richiesta di arresto del deputato Pdl Alfonso Papa. La questione riguarda le dichiarazioni e i modi per cercare di evidenziare il voto nonostante la sua segretezza avanzati da gruppi come Idv e Pd e singoli deputati anche della Lega. "O si garantisce il voto segreto o ritireremo le adesioni a questa modalità di voto", ha preannunciato il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto che poi ha rincarato la dose: "Abbiamo visto che il meccanismo del voto segreto può essere aggirato: vi diciamo che questa cosa non si deve ripetere. Se questo problema non ha dalla Presidenza una risposta seria, metteremo in questione la nostra adesione a questo tipo di votazione".

Sotto accusa le parole di Franceschini
Sotto accusa, per il Pdl,
l’affermazione del capogruppo del Pd Dario Franceschini che ieri ha detto: "I deputati del Pd renderanno palese il loro voto con un accorgimento tecnico che il nostro sistema consente". Questa frase, spiega Cicchitto, "è la testimonianza più palese che il voto segreto è stato violato e ci sarebbero tutti gli estremi per l’invalidazione del voto di ieri. "Mi assumo la responsabilità di aver chiesto il voto segreto - ha aggiunto Cicchitto - , lo abbiamo chiesto per il testamento biologico, immagino cosa avrebbe detto il Pd se avessimo fatto su quel voto quello che hanno fatto loro su Papa. Il voto - ha concluso Cicchitto - o è segreto o non lo è".

Franceschini: il tema non esiste
"Il tema della segretezza del voto di ieri non esiste. Il singolo deputato può dichiarare il proprio voto, e il sistema garantisce la segretezza del suo voto. Chi vuole votare palesemente malgrado lo scrutinio segreto per non essere accusato all’esterno, può farlo, come noi abbiamo fatto ieri, senza che la legittimità della votazione risulti compromessa": lo dice nell’aula della Camera il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, replicando alle accuse della maggioranza al suo gruppo di aver compromesso la segretezza del voto, ieri, sull’arresto di Alfonso Papa. "Il sistema di segretezza del voto - ha puntualizzato Franceschini - è a tutela dei singoli parlamentari, ma nulla osta che il singolo deputato renda palese il suo voto con uno stratagemma tecnico consentito dal sistema che comunque funziona".

Fini valuti attentamente "Chiediamo alla presidenza della Camera di valutare attentamente se le modalità con le quali si è proceduto al voto abbiano rispettato i principi contenuti nell’art.67 della nostra Costituzione e il disposto degli artt. 49 e 51 del nostro regolamento". È quanto chiedono, in una nota congiunta, Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, Massimo Corsaro e Simone Baldelli.

Fini: nessuna irregolarità Nel voto di ieri sull’arresto di Alfonso Papa l’Aula della Camera "ha esercitato una delle prerogative che la Costituzione le assegna" e "non credo che ci siano i presupposti per considerare quel voto non valido". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante la cerimonia del Ventaglio. Per Fini anche il capogruppo Pdl Cicchitto è consapevole che quel voto ha una sua oggettiva regolarità. "Si tratta di affrontare la questione complicata della segretezza nel momento in cui la Presidenza autorizza la votazione a scrutinio segreto". "Non ci sono presupposti per considerare quel voto come non valido".