Irriducibili alla sbarra per le accuse di Cragnotti

Sono stati tutti rinviati a giudizio sette tifosi della Lazio accusati, a seconda delle posizioni processuali, di associazione per delinquere, diffamazione, istigazione a delinquere, danneggiamento, porto di armi improprie, tentata estorsione, minaccia a pubblico ufficiale. Il gup Marco Patarnello ha però dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di alcuni imputati accusati di aver minacciato e picchiato due giornalisti durante un ritiro del 2002 del club biancoceleste a Vigo di Fassa, in quanto già giudicati a Trento. Dietro il banco degli imputati compariranno il 10 maggio prossimo cinque responsabili degli Irriducibili Lazio (Fabrizio Toffolo, Fabrizio Piscitelli, Stefano Marinelli, Paolo Arcivieri e Yuri Alviti) e altri due tifosi (Ermanno Pansa e Gaspare Carista). L’indagine ha preso le mosse da una denuncia presentata nel 2001 dall’ex patron del club biancoceleste Sergio Cragnotti e prende in esame fatti che si sono svolti fino al novembre del 2005. Secondo l’accusa gli imputati, a seconda delle singole contestazioni, avrebbero compiuto attività di diffamazione attraverso il programma radiofonico «La Voce della Nord», esposto striscioni offensivi allo Stadio Olimpico, tentato di avere la gestione delle trasferte dei tifosi in Europa oltre che della sicurezza dello stadio capitolino per 300 milioni di vecchie lire. Il reato associativo in particolare viene contestato solo ad Alviti, Piscitelli, Toffolo, Marinelli e Arcivieri in qualità di organizzatori, responsabili e rappresentati del gruppo di tifosi della SS Lazio denominato Irriducibili. Il reato di tentata estorsione fa, invece, riferimento, secondo l’accusa, alle questioni inerenti la gestione dei «Lazio point».