Irving si pente: «L’Olocausto ci fu»

Ci sono voluti 60 anni dalla fine della guerra perché lo storico britannico David Irving, dall’11 novembre scorso detenuto in attesa di processo in Austria per apologia di nazismo, si convincesse che quella dell'Olocausto non fosse un’invenzione. Irving, ritenuto uno dei massimi esperti di Adolf Hitler, è arrivato alla conclusione che l'Olocausto c'è stato dopo aver consultato - nel ’92 a Mosca - i diari di Goebbels e gli archivi di Auschwitz dove ha fatto scoperte importanti, e a Londra l’Archivio di Stato. Ma su Hitler - almeno fino al 1938 - il suo giudizio di storico rimane positivo.