Isabel Calduch Rovira

Questa suora spagnola era maestra nelle novizie nel convento di Agullent. È una delle cinque suore cappuccine dell’Ordine di Santa Clara massacrate dagli anarco-comunisti nel 1937, nel corso della guerra civile. Suor Isabel Calduch Rovira era nata nel 1882 ad Alcalá de Chivert, in diocesi di Tortosa. Proveniva dal monastero di Castellón de la Plana e venne uccisa in località Cuevas de Vinromá. Proprio il 14 aprile di sei anni prima, nel 1931, era stata proclamata la Seconda Repubblica. Appena un mese dopo furono assaltate e incendiate le chiese di Madrid, Valencia, Malaga e altrove, senza che le autorità muovessero un dito non solo per impedirlo ma anche per perseguire i responsabili. Anzi, il governo soppresse unilateralmente (tanto per cambiare) la Compagnia di Gesù e ne espulse tutti i membri dal Paese. In crescendo, nel 1934 fu la volta dell’«ottobre rosso» delle Asturie, che costò la vita a trentasette membri del clero tra sacerdoti, seminaristi e religiosi. Per le chiese, stesso copione: ben cinquantotto vennero devastate e bruciate. Socialisti, comunisti e anarchici continuarono con questo stillicidio fino allo scoppio della guerra civile, che nell’estate del 1936 vide la Spagna preda del grande terrore scatenato nei confronti del cattolicesimo. Nei soli primi sei mesi del conflitto, nella zona controllata dai rojos gli omicidi e gli incendi ebbero l’effetto di cancellare completamente ogni presenza religiosa in quella che un tempo era stata addirittura una «nazione missionaria», i cui sovrani si fregiavano dei titolo, meritatissimo, di «Re Cattolici».