Isabelle Huppert, visioni sul palco

Viviana Persiani

Questa sera, al Teatro Olmetto, debutta La commedia della pazzia, spettacolo ideato e diretto da Mauro Piombo; con questa messinscena, attraverso le vicende di Adalia e di Fulvio, si racconta una metafora sulla ricerca dell’amore ideale e sul destino, facendo incontrare tradizione e innovazione, per rileggere con un segno moderno la Commedia all’Improvviso.
In anteprima mondiale domani al Teatro Ventaglio Nazionale, debutterà Nogravity scritto da Raul Santiago, il nuovo, sorprendente, spettacolo-evento dedicato a tutti coloro che non soffrono di vertigini. Il corpo umano sarà il protagonista di una nuova dimensione «verticale» dove i ballerini, all’interno di una grande scena cubica, si muoveranno tra effetti sorprendenti e dalla forza dirompente, accompagnando lo spettatore in una dimensione «senza gravità».
Domani, per la prima volta a Milano, al Teatro Verdi, sarà ospitato lo spettacolo Patate, una parola senza denti sulla guerra di Renata Ciaravino, una nuova produzione della meneghina Compagnia Teatrale Dionisi. Un allestimento sulla guerra e sulla vecchiaia. Sul palco tre donne anziane, dirette da Valeria Talenti, raccontano la guerra vista dagli occhi di chi «allora» era bambino e ora è anziano, trasformando quelle piccole storie in storie universali. Per un progetto del direttore del Teatro Libero, Corrado D’Elia, mercoledì sulla scena della sala di via Savona andrà in scena Romeo e Giulietta nella versione della compagnia di casa Teatri Possibili. Amore e Morte ancora una volta insieme, ad unire per sempre ciò che l’odio avrebbe tenuto eternamente distante. In collaborazione con il Circolo della Stampa di Milano la D’Anzi Editore presenta venerdì sera l'undicesima edizione del Premio Giovanni D’Anzi 2005 concorso aperto a tutti gli autori, compositori, cantautori, cantanti di canzoni in dialetto milanese o, comunque, ispirate a Milano. Al Teatro delle Erbe Carlo & Giorgio con Esserci o non esserci, in scena da venerdì, vestiranno i panni dei loro personaggi creati e consacrati dal consenso del pubblico. La Signora Giancarla Baldan, casalinga, sposata non troppo felicemente con Sergio, abusivo tracagnotto e ignorante; i figli Chiara e Maicol; lo «scomodo» nonno Pino sopportato a fatica da figli e nipoti; sono i componenti della Famiglia Baldan attorno alla quale ruotano tante figure «tipiche» come l’amica pettegola, i due tossici Fabietto e Dennis, i due marinai del servizio pubblico di vaporetti. L’interpretazione del testo inquietante e visionario scritto dalla drammaturga anglosassone Sarah Kane, 4.48 Psychosis, è affidato a Isabelle Huppert che venerdì calcherà la scena del Teatro Strehler. Protagonista assoluta, immobile, inflessibile e fragile, l’attrice francese, diretta da Claude Régy, dà corpo e voce a quelle zone d’ombra dell'essere umano che la nostra società non riesce a vedere.
Sulla scena del Teatro Studio sabato la travolgente Franca Valeri presta il suo talento a Santippe, la brillante, non troppo inconsolabile vedova Socrate. Liberamente ispirato a La morte di Socrate di Friedrich Durrenmatt, il monologo La vedova di Socrate scritto, diretto ed interpretato dall’artista elegante e dall’irresistibile verve comica, parla di una donna di casa che ha vissuto accanto a un marito sempre assorto nei suoi pensieri e circondato da una masnada di buoni a nulla.